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Nu Shooz



Finalmente la gomma americana ha il suo riconoscimento



Altro che Christian Louboutin, o Jimmy Choo.

Queste scarpe hanno lo stesso potere mesmerizzante di un'opera surrealista, o di un film d'animazione di Tex Avery. Queste sculture per i piedi - chiamarle "scarpe" è molto riduttivo - sono uscite dalla mente di uno stilista israeliano, Kobi Levi . Ecco alcuni modelli, che possono essere utilizzati per celebrare ogni momento della giornata :



Olive Oyl 

Mother and Daughter

Trolley
Cafe Porcelain

Swan

Twogether

Per i momenti più piccanti, Kobi Levi ha realizzato queste decolletées hard (attenzione! Sono modelli severamente vietati ai minori di anni 18)

XXX

Blow
Nu Shooz  è la trascrizione fonetica un po' approssimata di New Shoes, "scarpe nuove". E' un duo - marito e moglie - di Portland, Oregon, che fa musica dance elettronica. Nel 1985 sbancarono nel mondo con questa loro I Can't Wait , tuttora campionata in brani più recenti:



I Nu Shooz fecero anche onore al loro nome con un altro video a passo uno pieno di - indovina - scarpe. Così il cerchio si chiude :


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Il magnetino supremo



In principio era il frigorifero.

Questo elettrodomestico ha salvato migliaia di cibi dalla marcescenza precoce, e permesso a centinaia - poi migliaia - di famiglie di mettere da parte i cibi, di non passare metà delle loro vite a fare la spesa e soprattutto di trovare sempre qualcosa da bere e da mangiare, specie negli orari non canonici (prima c'era, per le famiglie più abbienti, la ghiacciaia,
con la colonna di ghiaccio all'interno, ma non è la stessa cosa). Una pubblicità italiana dei primi anni '50 prometteva che il frigorifero avrebbe terminato quel "duello al sole" degli italiani contro il cibo andato a male.
Una volta assimilata la presenza del frigorifero e conseguentemente ridotta la sua sacralità come oggetto, - all'incirca da quando si è cominciato a chiamarlo frigo e si è smesso di sbirciare se si spegneva la luce interna una volta serrato lo sportello - arrivò un nuovo oggetto.Uno dei giochi "educativi" (non ancora educational) negli anni '70 erano le letterine di plastica magnetiche Quercetti. Erano in realtà delle formine in plastica colorata, cave all'interno, con un piccolo vano al centro contenente una minuscola calamita. Il dramma per me era quello di perdere la calamitina - nera, con una scanalatura al centro - e di smagnetizzare così la lettera. (Gli anni '70 sono stati il periodo d'oro dei giocattoli con i vani nascosti, come il micromangiadischi dentro la schiena della bambola Michela).
Qualcuno, forse qualche mamma, iniziò a far comporre parole con le letterine sulla superficie più magnetica della casa: quella del frigo.
Il ghiaccio era rotto.
La bombata superficie dell'elettrodomestico non faceva più parte di un'entità sacra posta in mezzo alla cucina. Si stava per trasformare in una sorta di tabula rasa candida e smaltata su cui attaccare quello che dovevamo ricordare (e che i nostri cervelli rifiutavano di trattenere). Questo, almeno, era lo scopo primario delle prime "calamite da frigo". In seguito aumentarono le funzioni secondarie dell'oggetto, trasformando il magnetino in un contenitore di messaggi. Come mai, ad esempio, vi sono in commercio tante miniature di prodotti industriali? Oltre che per motivi di promozione, la ragione segreta potrebbe essere
una ulteriore digestione della pop art (che già usava la "trivialità" della merce per il suo discorso artistico). Si appendono al frigo miniature di ogni tipo di merce come nell'epoca vittoriana si costruivano case di bambola nei minimi dettagli: per celebrare ciò in cui si crede di più. Questo legame fede-magnetini sarà sempre più sviluppato con la successiva ondata delle "placche" recanti ogni sorta di avvisi. E' interessante come il frigorifero, posto in cucina ossia nel luogo dove si passa una buona parte del tempo a consumare e preparare cose buone - a differenza del bagno, dove si passa invece il tempo ad espellere e lavare via altre cose, e infatti lì non viene appeso nessun magnetino - sia diventato
il ricettacolo delle nostre personalità, attirando messaggi come nessun muro di casa riesce più a fare. Naturalmente sono sorte ditte specializzate nella costruzione e assemblaggio di magnetini, come questa FunkyFridge americana che vanta più di 1500 articoli per tutti i gusti, compresa una riproduzione della copertina di una vecchia "guida all'amor coniugale".

Comunque, il magnetino ha una sua forza culturale tale da impedirgli di diventare un oggetto vintage col passare del tempo (Ti ricordi quando andavano di moda i magnetini? Ah, che tempi quelli! ). Si andrà sempre in cerca del modello che ponga fine a tutti gli altri magnetini, appunto un magnetino supremo che una volta applicato alla porta del frigo ci metterà magari in contatto con le altre civiltà dell'universo:

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Ultimi acquisti di Natale

Alcune idee all'ultimo minuto per farvi ricordare per sempre a Natale:



1) PANTOFOLE SIGMUND FREUD

Farete venire l'invidia del piede con queste pantofole! Anche i vostri calli libereranno il loro inconscio!




2) ZOMBIE DA GIARDINO


Basta con i soliti nanetti! Mettete anche voi tutta l'inquietudine del mondo moderno nel vostro giardino, e neanche il vicino di casa oserà fiatare!



3) BAMBOLA URLO DI MUNCH



Urla sul serio quando la premete! Esprimete il vostro stato d'animo con questa icona del Novecento!





4) TENDA DELLA DOCCIA DI PSYCHO



Stupite i vostri amici quando vorrebbero farsi una doccia (o semplicemente andare a lavarsi le mani)! Sì, Norman è tornato in città!




5) TESTA DI CAVALLO MORTO

Ecco infine un classico che si porterà sempre! Questa testa-cuscino in peluche, citazione dalla famosa scena del Padrino , farà cambiare rapidamente idea a chi la deve cambiare! Per il vostro Natale, un'offerta che non potete rifiutare!





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Supporti estivi per donne lavoratrici


Copriti, svergognata!


Da piccola, diciamo verso i dodici-tredici anni avevo un completo estivo elegante - all'epoca si diceva "Più impegnativo" - in cotone grezzo, composto da una gonna lunga e svasata in fondo ed un top a forma di gilet senza maniche -. Me lo aveva comprato mia madre nella segreta speranza che il circondarmi di abiti più femminili contribuisse allo sbocciare della mia, di femminilità, sinora limitata al famigerato "periodo mensile". (Era ancora scossa dalla mia ferrea determinazione, qualche mese addietro, a voler comprare un micidiale pullover color biscotto ). Comunque, entrambe ci accorgemmo che il pezzo superiore del completo, il gilet, era troppo scollato, o meglio, non sarebbe risultato scollato se non fosse stato per il fatto che alla mia età il mio petto era già discretamente formato e premeva minaccioso contro la stoffa. L'incubo di ogni stilista: la carne che si vuole far uscire dalla porta dell' "eleganza", rientra dalla finestra della sessualità in crescita esponenziale spostando ogni centimetro di stoffa come succede sempre all' Incredibile Hulk.
Soluzione al problema: un centrino di pizzo beige, ricavato da una vecchia bomboniera - la cannibalizzazione delle bomboniere era una cosa che si usava molto in quegli anni, i veli di qui, i nastrini di là - sagomato e cucito in mezzo alla scollatura, con tre automatici nascosti per l'apertura. Voilà. Potevo indossare il completo senza morire dalla vergogna o fingere una scoliosi (Stai dritta con le spalle!).
Questa introduzione per un prodotto che si è affacciato sul mercato inglese quest'anno, finendo per essere commentato addirittura dal serio quotidiano The Guardian (Modesty panels: the solution to low-cut top disasters?) (I davantini sono la soluzione ai top troppo scollati?) . In sostanza, questi pezzi di stoffa asportabili a piacere sono la risposta ad un disagio crescente delle donne britanniche che, data l'ondata di caldo - ben 30° !!! - sono costrette a mettersi qualcosa i più consono alle alte temperature, ma :
a) trovano abiti estivi adatti alle vacanze ma non ai luoghi di lavoro
b) detti abiti - top, camicette - sono troppo rivelatori per le misure femminili britanniche.
a questo punto il mercato se n'è uscito con due interessanti invenzioni, o riedizioni di vecchissime idee:
1) Il Bosom Button , o spilla da petto, ideale per fermare le scollature
troppo ardite senza dover ricorrere alla spilla da balia (che tra l'altro
rovina i vestiti), pezzo forte della ditta What a Girl Needs
(quello che una ragazza vuole), incrocio fra Sex and the City ed il catalogo
Gli Introvabili di Euronova . Se il bottone non basta, ci sono anche i
Liftits o adesivi alzatette ( Per un'aria vivace senza reggiseno! )
2) Il Modesty Panel , o davantino in pizzo per coprire, appunto, la modesty della donna lavoratrice e non. Da notare sul catalogo della S & S Enterprises Ltd. il capolavoro di diplomazia: si fa vedere la classica sequenza prima/dopo la cura, ma il petto della prima foto è un classico petto un po' cascante, come a dire: vi dovete mettere il panel non per evitare eventuali sguardi vogliosi sul vostro decolletè, ma per evitare gli sguardi di commiserazione sulle vostre bisacce sgonfie.
I commenti all'articolo del Guardian sono perlopiù indirizzati verso una blanda
critica alla mancanza di volontà politica da parte delle ditte di abbigliamento
a creare dei "sopra"che vadano bene a tutte. In realtà le ondate di caldo, come pure i paesi più caldi, mettono sul piatto dei problemi enormi in fatto di abbigliamento e "morale": se col freddo te la cavi con uno o più strati di stoffa, che fare se con l'afa ti scopri ma non hai la rassicurante "tavola" delle modelle a cui è concesso indossare tutti i nude look possibili senza indurre troppo in tentazione? Davantini, bottoni birichini ed ex-bomboniere sono una specie di tranquillante per evitare di porsi troppe domande e tirare avanti giorno dopo giorno (anche e a pensarci bene un bottone piazzato nel posto giusto può ottenere l'effetto opposto) , ma chi ci dice che questa sia la strada giusta?


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Mutande per piccioni


Colombo glamour


Iniziamo con questo post un servizio che, ispirato alla Dea del Commercio di Selezione dal Reader's Digest negli anni '50 e '60, si prefigge di divulgare via via alcuni articoli di sicuro interesse per tutti.
Chi di voi non ha un piccione in casa? Una volta risolte le eventuali controversie con il gatto di casa (che a sua volta avrà risolto eventuali questioni con Bigazzi) il vostro pennuto può girare libero nel vostro appartamento; qualche pensiero potrebbe però darlo l'abitudine che hanno gli uccelli di "fertilizzare" i terreni ovunque vanno - cosa potrebbero pensare gli eventuali ospiti? -
Ora però è stata trovata la risposta a questo dilemma: PGWear o abbigliamento per piccioni. Con questi variopinti pannolini assicurati da un'imbragatura finalmente il vostro piccio non sarà più considerato un "topo con le ali", ma un membro effettivo della società civile che ben presto avrà diritto di voto - già sono pronte le liste PD - Piccione Democratico - e non tarderà a presentare la sua lista, a differenza di quei topi che le ali non ce le hanno.