Quando ero più piccola abitavo a due passi dalla Basilica di S. Giovanni in Lateranoa Roma, luogo la cui piazza viene adibita il primo maggio al famoso Concertone ( in Gran Bretagna hanno Glasto(nbury)? E noi abbiamo S.Giovanni, tiè ! ). A quell'epoca Il Concertone ancora non era stato concepito, e la piazza era luogo del tadizionale comizio del di CGIL - CISL - UIL. Puntualmente gli altoparlanti del palco ci svegliavano al suono del disco di Bandiera Rossa, con la sua introduzione un po' marziale e un po' corrida. Questa registrazione veniva ripetuta ogni tanto, sia per chiamare la folla al comizio, sia per tarare gli altoparlanti, e a me sembrava di stare dentro ad un cinegiornale, di quelli in bianco e nero un po' spuntinati pieni di folle che marciano di qua e di là. Con l'introduzione del concerto in piazza dal 1990 in poi, gli altoparlanti si sono fatti via via più invasivi per via dei sound-check o prove del suono su palco (quando provavano le batterie erano dolori), e a me tutto veniva in mente tranne il ruolo dei lavoratori nella storia: mi sembrava stavolta di assistere ad un concerto da dietro le quinte, fra atrezzisti che imprecano, produttori che controllano gli incassi e star da tirare su con sostanze psicotrope di vario tipo (almeno questo è ciò che si vede al cinema).
Ogni primo maggio era la stessa storia: c'erano i partecipanti da una parte, contenti di vedere S. Giovanni e la sua piazza - una delle più "misurate" d'Italia, visto che ad ogni comizio devono stabilire se hanno partecipato un milione di persone o centonovantamila - e dall'altra i villici di S. Giovanni che se ne stavano tappati in casa o fuori per il ponte. Al centro dello scontro, via Sannio, proprio dietro alla basilica, che se normalmente era sede del mercato di vestiti nuovi ed usati, nei giorni di festa sembrava vuota come una quinta teatrale. Ovvio che venisse attraversata su e giù da parecchi degli appartenenti al milione - o ai centonovantamila - con mezzi di vario tipo.
Ora potevamo anche scendere giù per strada a sentire il Concertone, ma fare due passi per ascoltare una cosa e farne invece tanti non dà lo stesso divertimento. E così la sera sentivo dei suoni ovattati - un basso, una batteria, un grido - a cui attribuivo ogni volta grandi canzoni... Il giorno dopo era Il Giorno Dello Scopino, unico lavoratore a godersi le conseguenze del Concertone.
Ora non abito più così vicino alla piazza, però sento ancora le note del Concertone da lontano...
Foto scattata da me a Londra, nell'agosto del 1994. Malcolm McLaren è il terzo da destra.
Guardando le foto dei funerali londinesi dell'impresario-musicista-creatore di moda Malcolm McLaren (molto particolari, con tanto di feretro trainato da cavalli su cui fa bella mostra di sè la scritta "Too Fast To Live, Too Young To Die" - Troppo veloce per vivere, troppo giovane per morire -) viene in mente quanto quest'uomo abbia influenzato indirettamente le nostre vite. Non è stato un inventore sensu stricto , piuttosto un divulgatore delle idee culturali che si stavano formando alla fine degli anni '70 e inizio degli '80 del 20° secolo.
McLaren fu uno dei primi a capire che il concetto di "talento artistico"si stava definitivamente perdendo,che l'artista non doveva tanto offrire i suoi doni al pubblico che lo stava a sentire quanto spiazzarlo e provocarlo. Questo concetto, già caro ai Situazionisti e al Teatro della Crudeltà di Artaud viene volgarizzato nell'estetica punk e nelle contaminazioni Hip Hop, elettronica ed opera che McLaren farà negli anni seguenti. Quella del punk è una "truffa": un gruppo di ragazzi che "non" sanno suonare o cantare, ma che servono da detonatore per liberare le energie che stavano esplodendo nella società inglese all'epoca (non dimentichiamo che c'era una grave crisi economica, dovuta a sua volta alla crisi petrolifera del '73, che portò all'ascesa dei Conservatori e all'elezione di Margaret Thatcher nel 1979). Il film La grande truffa del Rock 'n Roll(The Great Rock 'n Roll Swindle, regia di Julien Temple, 1980) doveva essere il Tutti per unodell'era punk: un finto documentario in cui Malcolm Mc Laren in dieci lezioni spiega al popolo come si attua una truffa ai danni delle case discografiche e del pubblico stesso. Visto oggi il film appare un po' datato nella sua "provocante provocazione", per dirla come l'imbonitrice del Luna Park di un vecchio film inglese, Sapore di Miele (3:54) : c'è la scena della passeggiata per le strade di Parigi di Sid Vicious, con tanto di torta spiaccicata sulla faccia di una signorina, che commenta estasiata: "Sid Vicioùs, quel homme merveilleux! ". La cosa strana è che oggi non risalta tanto la "cattiveria" anarchica di Sid, quanto il fatto che all'epoca fossero tutti magri come sfilatini nei loro jeans attillati e strappati:
Se The Great Rock n' Roll Swindle fosse stato girato ai giorni nostri, avremmo visto un Sid Vicious ciccione - il grasso è il punk odierno - mangiare cibo spazzatura ed ipercalorico e vomitare insalate salutiste (il cibo dell'establishment). Comunque, l'unica scena che rimarrà nella memoria collettiva sarà il My Waysinatresco con sparatoria finale sul pubblico plaudente (cover citata anche da Martin Scorsesein Goodfellas - Quei bravi ragazzi - 5:12)
In Italia la cultura punk è passata più che altro come moda - del mondo punk londinese parlò la trasmissione "Tg2 Odeon - tutto quanto fa spettacolo" nel 1978. A seguito di quella trasmissione Luigi Comencininell'inchiesta televisiva L'amore in Italiafece una puntata dal titolo "Punk - I figli diOdeon":
Un alto risultato del passaggio del punk dalle nostre parti (oltre alla mise della primissima Anna Oxa quando cantava Un'emozione da pocoa Sanremo sempre nel 1978) è stato il 45 giri del cantautore pugliese Toni Santagatadal significativo titolo I Love The Punk. Il pezzo, con una facciata B che proponeva la cover mistradotta in pugliese (Ahi,lavete punk!) presenta un testo che non sarebbe dispiaciuto agli stessi Sex Pistols: Tagliami un dito / spezzami un braccio / spegnimi pure la cicca accesa / qui sulla faccia / Picchiami forte / in discoteca / rompimi i denti mentre balliamo / chi se ne frega...
Perchééé, perchééé, perchééé ?
I love the punk, I love the punk, I love the punk / Io me deverto, nun fatigo, e nun sò stang / Qualche volta mi rivolto dentr'al fang / perché son punk, o yes all right, forever punk!
'Io sono punk, io sono punk, io sono punk '/ tu te devierti mentr'io fatico e jetto sang / dic'a pparole che tu non sei mai stang / ma poi n'amore tu mi mandi sempre 'n bianc! Ora non so se le conversazioni fra Sid Vicious e Nancy Spungenfossero di questo tipo (da cui la tragedia messa in scena nel fim Sid e Nancydel 1986), però bisogna ammettere che la carica punk di Santagata è notevole, specie quando afferma sconsolato in un altro punto del pezzo "Io sono un punko isolato, non un punko di gruppo. e se la mondezza non me la butto addosso io, ma chi vuoi che me la butt'addosso a me?". Ecco, in Italia è mancato qualcuno che buttasse la mondezza addosso ai punk in modo istituzionale, e soprattutto un Malcolm McLaren che la riciclasse.
Mentre in questo momento si sta cercando disperatamente di digerire le fette di colomba con canditi - anzi no: senza canditi, i canditi sono una cosa vecchia, di quando si desiderava un dolce a tal punto da accontentarsi dei dadini di frutta caramellata - e uvetta, ossia si sta tentando di inghiottire in modo sacramentale un animale simbolo di pace sublimandolo nel dolce, ecco una colomba in piume ed ossa che inghiotte indefessa non un essere umano di marzapane, ma alcuni chicchi di riso parboiled sul davanzale della cucina. La colomba è in realtà un piccione di nome Prospero, dotato di una zampa sola e di un appetito inesorabile.
La canzone del titolo è Peter Cottontail, e parla però di un coniglietto di Pasqua. A proposito: buona Pasqua (se non mi riesce di caricare subito il video, buona Pasquetta)
Iniziamo con questo post un servizio che, ispirato alla Dea del Commercio di Selezione dal Reader's Digestnegli anni '50 e '60, si prefigge di divulgare via via alcuni articoli di sicuro interesse per tutti.
Chi di voi non ha un piccione in casa? Una volta risolte le eventuali controversie con il gatto di casa (che a sua volta avrà risolto eventuali questioni con Bigazzi) il vostro pennuto può girare libero nel vostro appartamento; qualche pensiero potrebbe però darlo l'abitudine che hanno gli uccelli di "fertilizzare" i terreni ovunque vanno - cosa potrebbero pensare gli eventuali ospiti? -
Ora però è stata trovata la risposta a questo dilemma: PGWear o abbigliamento per piccioni. Con questi variopinti pannolini assicurati da un'imbragatura finalmente il vostro piccio non sarà più considerato un "topo con le ali", ma un membro effettivo della società civile che ben presto avrà diritto di voto - già sono pronte le liste PD - Piccione Democratico - e non tarderà a presentare la sua lista, a differenza di quei topi che le ali non ce le hanno.
Non distinguete Manet da Monet (e pensate che forse c'era anche Minet)? Pinturicchio e Tintoretto sono per voi una ditta di vernici a spruzzo? Andy Warholera un industriale delle minestre in scatola? Otto Dixera il figlio di Sette Nine? Gli Hold Your Horsesvogliono fare un ripasso delle vostre conoscenze di Storia dell'Arte (quella materia strana che ai miei tempi s'insegnava nei licei classici un'ora a settimana contro le tre di Chimica, chissà perché) S'inizia col Cenacolo di Leonardo Da Vinci: via!
Il virus della tosse (bordetella pertussis) formato peluche
Cough.
Cough.Cough.Cough.Cough.
E' incredibile come una semplice tosse ti possa rovinare momentaneamente l'esistenza. Stai lì a fare qualunque cosa, quando ti si mozza il respiro per un nanosecondo, cerchi di respirare di nuovo, il respiro si nasconde all'interno della trachea dopodichè risale rapidamente lungo la gola e lì scoppia letteralmente all'esterno terremotando il diafamma fino alla vescica (e lì devi scappare in bagno).
Cough. Cough.
La tosse si prende quando tutti quelli che sono intorno a te sono già guariti. Entra nella tua vita la sera per poi spiegarsi in tutta la sua potenza di notte, con colpi sordi che provengono irregolari dalla tua cassa toracica.
Coooough.
E quando vuoi parlare riesci solo ad inspirare profondamente tipo risacca, e ti esce dalla bocca un sibilo seguito da una serie di colpi irregolari e ti pieghi in due per tentare di respirare, mentre tutti quelli intorno a te non sanno se darti colpetti sulla schiena o darti una caramella balsamica (che non si trova)
Cough cough cough
E alla fine ti affidi all'unico liquido che si possa paragonare all'alcool per la sua capacità di farci sperare in una vita migliore:
Cough
Lo sciroppo per la tosse.
Originariamente gli sciroppi erano qualcosa di misterioso, venivano creati da dei medici artigianali e promettevano talvolta di far ricrescere i capelli! Uno di questi rimestatori di pozioni era John S. Pembertondi Atlanta (Georgia) che nel 1886 invece di trovare una cura per la tosse finì per inventare la formula della Coca-Cola...
Ora abbiamo sciroppi con sedativi centrali e periferici, che eliminano gli stimoli cerebrali ai colpi di tosse e mucolitici che fluidificano il catarro come i famosi "terzini fluidificanti" delle partite di calcio. lo sciroppo ha però conservato sempre un'aura di mistero, a differenza dell'Aspirina che trae origine dalle foglie e dalla corteccia di salice e che ha sempre avuto un'immagine sana a e vincente nell'immaginario collettivo.
Lo sciroppo no. Si conoscono casi di gente che nasconde bottigliette nelle librerie - ed è per questo che i tappi degli sciroppi sono inespugnabili, spingere in basso, girare verso l'esterno, ricordarsi della combinazione segreta - e staziona nelle farmacie con fare sospetto, tanto da allarmare non pochi tossicodipenti venuti a richiedere le siringhe. La codeina, oppioide contenuto per molto tempo nei preparati, (poi sostituita dal destrometorfano), ha dato alle pozioni qualcosa di proibito. Inoltre lo sciroppo ha un sapore buono e caramelloso, l'ideale per chi deve nascondere le proprie cattive intenzioni. La pubblicità dello sciroppo si comporta di conseguenza: La tosse impedisce il giusto scorrere della vita familiare (il papà ammalato non può giocare con i suoi figli, come in questo spot per il mercato spagnolo e italiano):
"Papà!"
Le pubblicità per il mercato inglese si spingono più in là: avere la tosse significa - per una madre - non poter rispondere per le rime ai capricci del figlio al supermercato. Una volta inalata la pozione magica, si può dare una sana lezione di recitazione al piccolo:
La miglior difesa è...l'attacco!
Parodia a sua volta di un altra famosa (suo malgrado) pubblicità di una marca di profilattici - proibità perchè accusata di "dare il cattivo esempio":
"Perché non ci hai pensato prima?"
Anche OddJob (l'orientale dal cappello a sega rotante, nemico di James Bond in Goldfinger ) ha i suoi problemi con la tosse, come vediamo in questo spot d'annata:
La tosse è disordine, e questo spot del 2005 in stile Kusturica ne é la cura. Lo sciroppo é la via semi-liquida e dolciastra all'ordine sociale (a quando un 1984al destrometrorfano?)
Mentre si sta consumando lentamente l'ultima Serata del 60° Festival di Sanremo, - c'è stata un'ora fa una sommossa da parte dell'Orchestra e del pubblico all'uscita delle tre canzoni finaliste, fra cui quella di Pupo ed Emanuele Filiberto, poco fa hanno annunciato la vittoria di Valerio Scanu - c'é qualcosa di profondamente inquietante in una delle canzoni, Malamorenò di Arisa. Un "motivetto" che comincia parlando del 2087 e di una coppia rimasta sola al mondo, il pronipote è sulla luna / emigrato per cercar la sua fortuna , e sulla Terra resta solo chi non ce la fa / ascoltando tante finte verità (forse la canzone di Pupo ed Emanuele Filiberto, diventata nel frattempo inno nazionale). Il ritornello paventa il fatto che può scoppiare in un attimo il sole e che tutto quanto portebbe finire . A questo punto il pensiero va ad una guerra nucleare - scatenata forse da un'ennesima intercettazione nella quale qualcuno in Italia viene sentito dire "Sì, sì, sì! Fammi tuo, schiaccia il bottone!" - però, niente paura, i due anziani coniugi rimarranno sempre insieme, anche se I prati rinunciano ai fiori/ perché i fiori hanno perso i colori . Le tre Sorelle Marinetti, che la ripresa televisiva non a caso non mette mai in primissimo piano, supportano un'Arisa in perfetto look steampunk conla loro coralità da Trio Lescano. Arisa con la sua canzoncina ci fa piombare in un mondo parallelo, nel quale magari il Fascismo non è stato sconfitto (?), la Seconda Guerra Mondiale si è conclusa con la vittoria dell'Asse sugli Alleati (Oppure L'Italia ha vinto non alleandosi con la Germania, come ha scritto Enrico Brizzinel suo L'inattesa piega degli eventi ). Però c'è sempre in agguato la Minaccia Nucleare, e mentre il marito cerca di rincuorare la moglie (mio marito è sempre qui vicino / dice che ritornrerà di nuovo il cielo ) in realtà prega nella notte per paura che anche Dio / scappi e lasci tutto quanto nell'oblìo .
Nel 1986 la Gran Bretagna creò un lungometraggio animato dal titolo When The Wind Blows(Quando soffia il vento) , tratto da una graphic novel di Raymond Briggs,nel quale i due poveri coniugi inglesi nuclearizzati hanno impressionanti attinenze con la canzone di Arisa (gli occhiali di Jim, il marito, hanno addirittura la stessa montatura di quelli della cantante!). Alla fine si dice il dolore può farci cadere / la speranza potrebbe sparire / ma l'amore, ma l'amore / no. Tornando a Jim e Hilda (la moglie) alla fine la morte li coglierà nei loro sacchi - che ingenuamente pensavano potessero servire loro per ripararli dalle radiazioni, ma che in realtà erano un escamotage del Governo per portarsi via i cadaveri in modo veloce) - ma non smetteranno mai di amarsi. Malamorenò è, in conclusione, uno dei pezzi più tristi che abbia sentito in vita mia.
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