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I did it myyyyy waaaaay !!!!

Foto scattata da me a Londra, nell'agosto del 1994. Malcolm McLaren è il terzo da destra.


Guardando le foto dei funerali londinesi dell'impresario-musicista-creatore di moda Malcolm McLaren (molto particolari, con tanto di feretro trainato da cavalli su cui fa bella mostra di sè la scritta "Too Fast To Live, Too Young To Die" - Troppo veloce per vivere, troppo giovane per morire -) viene in mente quanto quest'uomo abbia influenzato indirettamente le nostre vite. Non è stato un inventore sensu stricto , piuttosto un divulgatore delle idee culturali che si stavano formando alla fine degli anni '70 e inizio degli '80 del 20° secolo.


McLaren fu uno dei primi a capire che il concetto di "talento artistico" si stava definitivamente perdendo, che l'artista non doveva tanto offrire i suoi doni al pubblico che lo stava a sentire quanto spiazzarlo e provocarlo. Questo concetto, già caro ai Situazionisti e al Teatro della Crudeltà di Artaud viene volgarizzato nell'estetica punk e nelle contaminazioni Hip Hop, elettronica ed opera che McLaren farà negli anni seguenti. Quella del punk è una "truffa": un gruppo di ragazzi che "non" sanno suonare o cantare, ma che servono da detonatore per liberare le energie che stavano esplodendo nella società inglese all'epoca (non dimentichiamo che c'era una grave crisi economica, dovuta a sua volta alla crisi petrolifera del '73, che portò all'ascesa dei Conservatori e all'elezione di Margaret Thatcher nel 1979). Il film La grande truffa del Rock 'n Roll (The Great Rock 'n Roll Swindle, regia di Julien Temple, 1980) doveva essere il Tutti per uno dell'era punk: un finto documentario in cui Malcolm Mc Laren in dieci lezioni spiega al popolo come si attua una truffa ai danni delle case discografiche e del pubblico stesso. Visto oggi il film appare un po' datato nella sua "provocante provocazione", per dirla come l'imbonitrice del Luna Park di un vecchio film inglese, Sapore di Miele (3:54) : c'è la scena della passeggiata per le strade di Parigi di Sid Vicious, con tanto di torta spiaccicata sulla faccia di una signorina, che commenta estasiata: "Sid Vicioùs, quel homme merveilleux! ". La cosa strana è che oggi non risalta tanto la "cattiveria" anarchica di Sid, quanto il fatto che all'epoca fossero tutti magri come sfilatini nei loro jeans attillati e strappati:


Se The Great Rock n' Roll Swindle fosse stato girato ai giorni nostri, avremmo visto un Sid Vicious ciccione - il grasso è il punk odierno - mangiare cibo spazzatura ed ipercalorico e vomitare insalate salutiste (il cibo dell'establishment). Comunque, l'unica scena che rimarrà nella memoria collettiva sarà il My Way sinatresco con sparatoria finale sul pubblico plaudente (cover citata anche da Martin Scorsese in Goodfellas - Quei bravi ragazzi - 5:12)



In Italia la cultura punk è passata più che altro come moda - del mondo punk londinese parlò la trasmissione "Tg2 Odeon - tutto quanto fa spettacolo" nel 1978. A seguito di quella trasmissione Luigi Comencini nell'inchiesta televisiva L'amore in Italia fece una puntata dal titolo "Punk - I figli di Odeon":



Un alto risultato del passaggio del punk dalle nostre parti (oltre alla mise della primissima Anna Oxa quando cantava Un'emozione da poco a Sanremo sempre nel 1978) è stato il 45 giri del cantautore pugliese Toni Santagata dal significativo titolo I Love The Punk. Il pezzo, con una facciata B che proponeva la cover mistradotta in pugliese (Ahi,lavete punk!) presenta un testo che non sarebbe dispiaciuto agli stessi Sex Pistols:
Tagliami un dito / spezzami un braccio / spegnimi pure la cicca accesa / qui sulla faccia / Picchiami forte / in discoteca / rompimi i denti mentre balliamo / chi se ne frega...

Perchééé, perchééé, perchééé ?

I love the punk, I love the punk, I love the punk / Io me deverto, nun fatigo, e nun sò stang / Qualche volta mi rivolto dentr'al fang / perché son punk, o yes all right, forever punk!

'Io sono punk, io sono punk, io sono punk '/ tu te devierti mentr'io fatico e jetto sang / dic'a pparole che tu non sei mai stang / ma poi n'amore tu mi mandi sempre 'n bianc!
Ora non so se le conversazioni fra Sid Vicious e Nancy Spungen fossero di questo tipo (da cui la tragedia messa in scena nel fim Sid e Nancy del 1986), però bisogna ammettere che la carica punk di Santagata è notevole, specie quando afferma sconsolato in un altro punto del pezzo "Io sono un punko isolato, non un punko di gruppo. e se la mondezza non me la butto addosso io, ma chi vuoi che me la butt'addosso a me?". Ecco, in Italia è mancato qualcuno che buttasse la mondezza addosso ai punk in modo istituzionale, e soprattutto un Malcolm McLaren che la riciclasse.

Aggiornamenti

La vera storia di My Way , in un articolo del Corriere della Sera .

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Formulario




Glam dicim (1)

Treguna, mecoides, tregorum satis di (2)

Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha. (3)

Avada Kedavra (4)

Eyjafjallajökull (5)

Fra queste celebri formule magiche qual è quella che ha causato il caos in tutta Europa?





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Il coniglio e la colomba

Mentre in questo momento si sta cercando disperatamente di digerire le fette di colomba con canditi - anzi no: senza canditi, i canditi sono una cosa vecchia, di quando si desiderava un dolce a tal punto da accontentarsi dei dadini di frutta caramellata - e uvetta, ossia si sta tentando di inghiottire in modo sacramentale un animale simbolo di pace sublimandolo nel dolce, ecco una colomba in piume ed ossa che inghiotte indefessa non un essere umano di marzapane, ma alcuni chicchi di riso parboiled sul davanzale della cucina. La colomba è in realtà un piccione di nome Prospero, dotato di una zampa sola e di un appetito inesorabile.






La canzone del titolo è
Peter Cottontail, e parla però di un coniglietto di Pasqua. A proposito: buona Pasqua (se non mi riesce di caricare subito il video, buona Pasquetta)

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E' il primo giorno di primavera...

Questo brano dei Dik Dik risalente al 1969, completo di organo Hammond (piena fase Procol Harum) mi frulla sempre in testa il 21 marzo:


Buona primavera a tutti, anche se è nuvoloso...

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Mutande per piccioni


Colombo glamour


Iniziamo con questo post un servizio che, ispirato alla Dea del Commercio di Selezione dal Reader's Digest negli anni '50 e '60, si prefigge di divulgare via via alcuni articoli di sicuro interesse per tutti.
Chi di voi non ha un piccione in casa? Una volta risolte le eventuali controversie con il gatto di casa (che a sua volta avrà risolto eventuali questioni con Bigazzi) il vostro pennuto può girare libero nel vostro appartamento; qualche pensiero potrebbe però darlo l'abitudine che hanno gli uccelli di "fertilizzare" i terreni ovunque vanno - cosa potrebbero pensare gli eventuali ospiti? -
Ora però è stata trovata la risposta a questo dilemma: PGWear o abbigliamento per piccioni. Con questi variopinti pannolini assicurati da un'imbragatura finalmente il vostro piccio non sarà più considerato un "topo con le ali", ma un membro effettivo della società civile che ben presto avrà diritto di voto - già sono pronte le liste PD - Piccione Democratico - e non tarderà a presentare la sua lista, a differenza di quei topi che le ali non ce le hanno.

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La Storia dell'Arte in 3:18

POST N° 100 !


Non distinguete Manet da Monet (e pensate che forse c'era anche Minet)?
Pinturicchio e Tintoretto sono per voi una ditta di vernici a spruzzo?
Andy Warhol era un industriale delle minestre in scatola?
Otto Dix era il figlio di Sette Nine?
Gli Hold Your Horses vogliono fare un ripasso delle vostre conoscenze di Storia dell'Arte (quella materia strana che ai miei tempi s'insegnava nei licei classici un'ora a settimana contro le tre di Chimica, chissà perché)
S'inizia col Cenacolo di Leonardo Da Vinci: via!

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La stanza dello sciroppo






Il virus della tosse (bordetella pertussis) formato peluche


Cough.

Cough.Cough.Cough.Cough.

E' incredibile come una semplice tosse ti possa rovinare momentaneamente l'esistenza. Stai lì a fare qualunque cosa, quando ti si mozza il respiro per un nanosecondo, cerchi di respirare di nuovo, il respiro si nasconde all'interno della trachea dopodichè risale rapidamente lungo la gola e lì scoppia letteralmente all'esterno terremotando il diafamma fino alla vescica (e lì devi scappare in bagno).

Cough. Cough.

La tosse si prende quando tutti quelli che sono intorno a te sono già guariti. Entra nella tua vita la sera per poi spiegarsi in tutta la sua potenza di notte, con colpi sordi che provengono irregolari dalla tua cassa toracica.

Coooough.

E quando vuoi parlare riesci solo ad inspirare profondamente tipo risacca, e ti esce dalla bocca un sibilo seguito da una serie di colpi irregolari e ti pieghi in due per tentare di respirare, mentre tutti quelli intorno a te non sanno se darti colpetti sulla schiena o darti una caramella balsamica (che non si trova)

Cough cough cough

E alla fine ti affidi all'unico liquido che si possa paragonare all'alcool per la sua capacità di farci sperare in una vita migliore:

Cough

Lo sciroppo per la tosse.

Originariamente gli sciroppi erano qualcosa di misterioso, venivano creati da dei medici artigianali e promettevano talvolta di far ricrescere i capelli! Uno di questi rimestatori di pozioni era John S. Pemberton di Atlanta (Georgia) che nel 1886 invece di trovare una cura per la tosse finì per inventare la formula della Coca-Cola...
Ora abbiamo sciroppi con sedativi centrali e periferici, che eliminano gli stimoli cerebrali ai colpi di tosse e mucolitici che fluidificano il catarro come i famosi "terzini fluidificanti" delle partite di calcio. lo sciroppo ha però conservato sempre un'aura di mistero, a differenza dell'Aspirina che trae origine dalle foglie e dalla corteccia di salice e che ha sempre avuto un'immagine sana a e vincente nell'immaginario collettivo.

Lo sciroppo no. Si conoscono casi di gente che nasconde bottigliette nelle librerie - ed è per questo che i tappi degli sciroppi sono inespugnabili, spingere in basso, girare verso l'esterno, ricordarsi della combinazione segreta - e staziona nelle farmacie con fare sospetto, tanto da allarmare non pochi tossicodipenti venuti a richiedere le siringhe. La codeina, oppioide contenuto per molto tempo nei preparati, (poi sostituita dal destrometorfano), ha dato alle pozioni qualcosa di proibito. Inoltre lo sciroppo ha un sapore buono e caramelloso, l'ideale per chi deve nascondere le proprie cattive intenzioni. La pubblicità dello sciroppo si comporta di conseguenza: La tosse impedisce il giusto scorrere della vita familiare (il papà ammalato non può giocare con i suoi figli, come in questo spot per il mercato spagnolo e italiano):




"Papà!"


Le pubblicità per il mercato inglese si spingono più in là: avere la tosse significa - per una madre - non poter rispondere per le rime ai capricci del figlio al supermercato. Una volta inalata la pozione magica, si può dare una sana lezione di recitazione al piccolo:




La miglior difesa è...l'attacco!

Parodia a sua volta di un altra famosa (suo malgrado) pubblicità di una marca di profilattici - proibità perchè accusata di "dare il cattivo esempio":


"Perché non ci hai pensato prima?"

Anche OddJob (l'orientale dal cappello a sega rotante, nemico di James Bond in Goldfinger ) ha i suoi problemi con la tosse, come vediamo in questo spot d'annata:



La tosse è disordine, e questo spot del 2005 in stile Kusturica ne é la cura. Lo sciroppo é la via semi-liquida e dolciastra all'ordine sociale (a quando un 1984 al destrometrorfano?)



Dimenticavo: cough

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Arisa post-nucleare

Soffierà anche per voi...

La radio mi pugnala

con il Festival dei fiori...(Sergio Caputo)


Mentre si sta consumando lentamente l'ultima Serata del 60° Festival di Sanremo, - c'è stata un'ora fa una sommossa da parte dell'Orchestra e del pubblico all'uscita delle tre canzoni finaliste, fra cui quella di Pupo ed Emanuele Filiberto, poco fa hanno annunciato la vittoria di Valerio Scanu - c'é qualcosa di profondamente inquietante in una delle canzoni, Malamorenò di Arisa. Un "motivetto" che comincia parlando del 2087 e di una coppia rimasta sola al mondo, il pronipote è sulla luna / emigrato per cercar la sua fortuna , e sulla Terra resta solo chi non ce la fa / ascoltando tante finte verità (forse la canzone di Pupo ed Emanuele Filiberto, diventata nel frattempo inno nazionale). Il ritornello paventa il fatto che può scoppiare in un attimo il sole e che tutto quanto portebbe finire . A questo punto il pensiero va ad una guerra nucleare - scatenata forse da un'ennesima intercettazione nella quale qualcuno in Italia viene sentito dire "Sì, sì, sì! Fammi tuo, schiaccia il bottone!" - però, niente paura, i due anziani coniugi rimarranno sempre insieme, anche se I prati rinunciano ai fiori/ perché i fiori hanno perso i colori . Le tre Sorelle Marinetti , che la ripresa televisiva non a caso non mette mai in primissimo piano, supportano un'Arisa in perfetto look steampunk
con la loro coralità da Trio Lescano .

Arisa con la sua canzoncina ci fa piombare in un mondo parallelo, nel quale magari il Fascismo non è stato sconfitto (?), la Seconda Guerra Mondiale si è conclusa con la vittoria dell'Asse sugli Alleati (Oppure L'Italia ha vinto non alleandosi con la Germania, come ha scritto Enrico Brizzi nel suo L'inattesa piega degli eventi ). Però c'è sempre in agguato la Minaccia Nucleare, e mentre il marito cerca di rincuorare la moglie (mio marito è sempre qui vicino / dice che ritornrerà di nuovo il cielo ) in realtà prega nella notte per paura che anche Dio / scappi e lasci tutto quanto nell'oblìo .

Nel 1986 la Gran Bretagna creò un lungometraggio animato dal titolo When The Wind Blows (Quando soffia il vento) , tratto da una graphic novel di Raymond Briggs, nel quale i due poveri coniugi inglesi nuclearizzati hanno impressionanti attinenze con la canzone di Arisa (gli occhiali di Jim, il marito, hanno addirittura la stessa montatura di quelli della cantante!). Alla fine si dice il dolore può farci cadere / la speranza potrebbe sparire / ma l'amore, ma l'amore / no.
Tornando a Jim e Hilda (la moglie) alla fine la morte li coglierà nei loro sacchi - che ingenuamente pensavano potessero servire loro per ripararli dalle radiazioni, ma che in realtà erano un escamotage del Governo per portarsi via i cadaveri in modo veloce) - ma non smetteranno mai di amarsi. Malamorenò è, in conclusione, uno dei pezzi più tristi che abbia sentito in vita mia.



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When I'm 3064

Un'importante scoperta, pari a quella della tomba di Tutankhamon nel 20° secolo, sta scuotendo tutte le certezze finora raggiunte nel campo della Cultura, della Storia e dell' Antropologia. Sono date per certe le tracce di un gruppo di musicisti che cambiò il mondo nella seconda metà del succitato secolo. Questo gruppo - si sa per fonte certa da alcuni ritrovamenti iconografici - si chiamava The Beatles.



Uno dei guai delle cosiddette "ricostruzioni storiche" é che più passano i millenni e più si deve, per dirla con John Fante, "chiedere alla polvere" quando si deve fare Storia. I programmi televisivi di divulgazione storica, - figli di quei periodici
che si vantavano di avere una "ampia e drammatica documentazione fotografica" come Playboy le donne nude - intrecciano filmati con voce fuori campo con interviste a storici e antropologi, ripresi in primo piano. Ritornando ai Beatles, il videomaker satirico americano Scott Gairdner ha creato con il suo gruppo nell'ottobre del 2009 un perfetto mockumentary in stile History Channel sul ritovamento delle vestigia di un celebre gruppo musicale...nel 3016. Sentire parlare dei Beatles con lo stesso tono in cui noi parliamo degli antichi Egizi è vagamente inquietante: molte cose si sono perse nel corso dei millenni, e il divertimento sta nel come gli elementi rimasti possono essere rimaneggiati in tutta serietà dagli accademici. Così abbiamo la ricostruzione completa di un'immagine dei Beatles, con Ringo Starr indicato come "uomo sconosciuto" (considerato che proprio in questi giorni ha avuto finalmente la sua stella nella Walk of Fame a Hollywood , non dovrebbe correre questo pericolo). I frammenti di fama rimandano a un celebre sonetto di Shelley,

Ozymandias :

I met a traveller from an antique land
Who said: Two vast and trunkless legs of stone
Stand in the desert. Near them, on the sand,
Half sunk, a shattered visage lies, whose frown
And wrinkled lip, and sneer of cold command
Tell that its sculptor well those passions read
Which yet survive, stamped on these lifeless things,
The hand that mocked them and the heart that fed.
And on the pedestal these words appear:
"My name is Ozymandias, king of kings:
Look on my works, ye Mighty, and despair!"
Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare
The lone and level sands stretch far away

Qui la sua traduzione (di Paolo Bernardini):

Incontrai una volta un viaggiatore, giunto da una terra antica
E mi disse: ‘Due immense gambe di pietra, senza tronco
Alte si ergono nel deserto. Accanto a loro, sulla sabbia
Sommerso quasi, giace un volto distrutto, l’espressione irata, amara
Le labbra contratte, il ghigno che solo dà il freddo comando
Ci dicono quanto fu abile chi le scolpì, a leggere queste passioni
Che sopravvivono ancora, scavate su quelle pietre senza vita:
La mano che le figurò, ed il cuore che d’esse fu preda.
E sul piedistallo tu leggi queste parole:
‘Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re:
Guarda all’opera mia, oh, poderosa, e dispera!’
Nulla più di questo rimane. Intorno alla rovina
Di quel relitto immane, nuda e senza confini
La sabbia piatta si distende, solitaria, all’infinito.


In effetti il finto documentario comincia proprio con le sabbie del tempo che svelano un antico cartiglio con su il famoso logo dei Fab Four. I professori interpellati fortunatamente non indossano pigiamini Star Trek ma normali completi da docente anglosassone (c'è tutta una teoria secondo cui il corpo docente deve vestire in velluto a coste - corduroy look -
per apparire serio). L'unica cosa che li distingue dai loro omologhi dello scorso millennio sono i loro nomi: l'insigne antropologo si chiama Karl St. Cloud IV , il musicologo Miller Cumpford, il celebrato autore di "Dissotterrando i Rotoli perduti dei Beatles" si ritrova un impossibile dr. Four Brixton per nome. E il professore dell'Università di Nectaris a qualche centinaio di anni luce dalla Terra, che ha pazientemente ricostruito uno spartito dei Beatles, frammento dopo frammento, si chiama... Stephens January (letteralmente Stefani Gennaio)

Beatles 3000 non è tanto una satira sui Beatles, quanto sull'impossibilità di stabilire con assoluta certezza delle prove "storiche" su qualunque cosa dopo tanti anni. Trattare le canzoni degli Scarafaggi come un qualcosa da ricostruire fa sorridere - come, musica pop! - ma che lascia alla fine un'orrenda certezza: saremo tutti destinati a diventare come il potente Ozymandias. Naturalmente la ricostruzione della musica è una cacofonia totale, - forse Gairdner e soci hanno tratto l'ispirazione da Revolution 9, il brano più sperimentale di tutta la discografia beatlesiana.
Comunque, ecco il video :



John Lennon, Paul McKenzie, Greg Hutchinson e Scott Pippen...


Qui la traduzione del testo del video (i link in blu si riferiscono alle canzoni originali falsamente attribuite ai Beatles, un po' come le opere di Shakespeare):

E ‘ incredibile rendersi conto che sono passati più di mille anni da quando i Beatles hanno camminato su questa terra.
“ Le notizie sulle prime registrazioni sono frammentarie, noi non sappiamo nulla dei Beatles, ma sappiamo che questi giovani – John Lennon, Paul McKenzie, Greg Hutchinson e Scott Pippen – furono fra i migliori musicisti mai esistiti.”
I Beatles giunsero alla notorietà quando si misero in viaggio da Linverton verso l’ America, per esibirsi all’annuale Festival di Woodstock di Ed Sullivan.
“ Tutti furono scioccati, voglio dire, la musica che andava per la maggiore era l’Opera, nessuno era abituato ad ascoltare un brano che non durasse meno di tre ore: i Beatles hanno cambiato tutto questo”.
“…e furono così prolifici, composero così tante canzoni, Paperback Writer, Take It On The Run, Wipeout "
"…Don’t Stop Believing, Parents Just Don’t Understand , Jimmy Crack Corn , Battle Hymn of the Republic
Ed è veramente sorprendente come tutti I loro spartiti avessero una scala che andava dal DO al SI, quando ci si sarebbe aspettato al massimo dal DO al FA”.
La loro musica dominò le classifiche, anche se vi era competitizione con rivali quali Michael Jackson, Louis Armstrong ed Ernest Hemingway. Sembrava che non ci fosse niente che i Beatles non potessero fare con successo.
“1965. Shea Stadium. I Beatles vinsero il Superbowl, 21 – 7 contro i Giants. Fu un enorme avvenimento per l’atletica, e aiutò a sollevare lo spirito della popolazione dopo l’assassinio del presidente Nixevelt.
“Per un po’ recitarono in alcune serie televisive, come I Love Lucy. Il trucco e le protesi prostetiche erano incredibili, non li avresti riconosciuti.”
“Inventarono il gesto dei “Pollici in Alto”, un gesto che oggi non si vede più tanto, ma che la gente soleva farsi l’uno con l’altro, e i Beatles furono i primi a farlo”
“Furono pionieri nell’arte dell’animazione, Paul McKenzie fece uno scarabocchio su un foglio di carta, quello che ne seguì fu Mickey Mouse.”
Il loro più grande successo fu l’uscita del loro album più innovativo, Sgt. Pet Sounds and the Spiders from Aja
“Purtroppo non ci rimane nessuna copia di questo album, servirono tutte per nutrire l’imperatore Gorlock. nel 2652. Comunque, mi sono impegnato a trovare i più bei temi mitologici al mondo. Abbiamo ricostruito antichi spartiti nella speranza di ricreare l’antico sound di quest’album. Ecco i nostri risultati.
"Non appena l’album uscì, iniziarono a circolare delle voci che i Beatles si stavano per sciogliere.
Naturalmente non lo fecero, e per decenni continuarono a crescere in popolarità e sapere, e nuovi membri si aggiunsero ogni anno. Oggi si può notare la loro influenza ovunque, dalle specie di insetti che hanno preso il nome da loro, ai bambini che chiedono cosa desiderano sedendoglisi in grembo il giorno di Beatale.
“Sapete, non è facile parlare dei Beatles, ma c’è una cosa da dire: la loro musica vivrà per sempre nei cuori di coloro che hanno avuto i cuori congelati quando i Beatles erano ancora vivi.”
La prossima settimana, un profilo di Orson Welles, il cineasta dietro il film acclamato dalla critica mondiale, Dracula morto e contento.


Greg Hutchinson : grande batterista jazz... non esattamente dello stesso colore del signore della foto del ritrovamento.

Scott Pippen : famoso cestista professionista nei Chicago Bulls negli anni '90.

Linverton : L' antica Liverpool

Il Festival di Woodstock di Ed Sullivan : Effettivamente i Beatles parteciparono all' Ed Sullivan Show nel 1964, ma Woodstock era ancora di là da venire...

Sgt. : Stavolta c'hanno azzeccato...

Pet Sounds : Album dei Beach Boys del 1966, passato alla storia della musica per le sue innovazioni stilistiche. Non c'entra ma c'entra, perché ha influenzato pesantemente Sgt. Pepper Lonely Heart's Club Band.

And The Spiders From : Ebbene sì, David Bowie era solo un prestanome dei Beatles! Dopo mille anni la sconvolgente verità...

Aja : Album del 1977 degli Steely Dan , gruppo statunitense di fusion rock-jazz-pop . I Fab Four avevano buon gusto.

Dracula morto e contento (Dracula: Dead and Loving It) : film del 1995 di Mel Brooks. Forse ad Orson Welles sarebbe piaciuto.




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Dovunque vai, ti capiranno

My hovercraft is full of eels...



Uno dei motori base della risata sono le interpretazioni sbagliate di una qualsiasi lingua da parte di chi la deve interpretare. L'oggetto della risata è quello che parla una lingua incomprensibile a chi ascolta. L'ascoltatore, che non capisce una parola, si vendica deridendolo e attribuendo significati surreali a ciò che ha appena ascoltato. Credo che il capostipite di questo filone sia la storiella del viaggiatore francese e della fruttivendola italiana:

Un francese vede della frutta su di una bancarella in talia.
- Comment s'appellent? (Come si chiamano?)
La fruttivendola che non sa il francese per assonanza capisce - Come si pelano? e risponde:
- Con il coltello.
- Comment? (Come?) fa lui di nuovo
Lei questa volta capisce - Con le mani? e risponde:
- Con le mani, coi piedi, come vuole!
- Je ne comprend pas. (Non capisco) fa il francese.
Lei stavolta capisce: - Non le compro, e di rimando:
- Se non vuole comprare, non compri!
Il francese se ne va e la fruttivendola commenta:
Meno male che con i francesi si capisce tutto quello che dicono!

Questa commedia degli equivoci ha generato delle varianti come quella del Dirty Hungarian Phrasebook , uno degli sketch più famosi del Monty Python's Flying Circus. Qui l'immigrato ungherese parla con il tabaccaio inglese sì, in inglese (un po' strano), ma tramite un manuale di conversazione che ha proposte gay-indecenti al posto delle normali frasi per turisti: insomma, la parte del vendicatore la fa il manuale. Questo lo sketch originale:





Questa invece la sua versione italiana:



Lo stesso sketch come appare nel film-antologia E...ora qualcosa di completamente diverso :
La traduzione è più libera, ma più divertente (belo maschione!):


La caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la globalizzazione non avevano previsto una nuova serie di equivoci: quella dei video provenienti dai paesi dell'Est. Questi video sono già divertenti di per sè a un occhio occidentale, dato che da una parte contengono dei codici visivi estranei al nostro occhio, dall'altra cercano disperatamente di immettere elementi "occidentali" nelle loro visioni. La famosa (in Russia) cantante Alla Pugacheva è la prima "vittima" in un video con finti sottotitoli in italiano, che si limitano a trascrivere quello che si sente "per assonanza" del testo russo, come faceva la fruttivendola della storiella. Il risultato è irresistibile, fra l'imbecillità dei sottotitoli, gli effetti speciali anni '80 e la cotonatura alla Bonnie Tyler della Pugacheva:



Ma non finisce qui, perchè ai finti sottotitoli russi si sono accodati quelli iraniani, con dei risultati deliranti come questo video (attenzione, le allusioni scatologiche si sprecano!)



O come in questa rumba iraniana, sussurrata da un incrocio fra Franco Battiato e Julio Iglesias che ha sentito Smooth Operator di Sade nell'84, ribattezzata Cinque odori del mio pony :


Le risate sono garantite, anche se politicamente scorrette (una persona russa o iraniana si potrebbe anche offendere per non essere capita a priori). Comunque, anche l'italiano è spesso male interpretato, basta ascoltare Dean Martin nelle parti in italiano di Volare, sembra che lo faccia apposta!

In esclusiva, ecco che cosa ha veramente detto Dean Martin in Volare :

Pezzo ghe u’zogne così no retorne mai più
Mi depenge cò le manelafaccia de blu
Poi d’emproviso denido da vendo rapito
E ‘ncominciavo volare nel gelo ‘nfinito

Volare, oh oh
E gantare oh oh oh oh
Nel blu dipindo di blu
Che digi di stare lassù

E vollavo vollavo fenige
Punnalto dessole concoro piussù
Mentre ‘l moldo piappiano spariva londano lasgiù
Ona miùsiga dolge sonnare soltanto per me

Volare, oh oh oh oh
E gantare oh oh oh oh

Nel blu dipindo debblù
Fenide de stare lassù
Nel blu dipindo di blu