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Alla cassa

Alla cassa di un supermercato c'è il redde rationem di tutta la tua spesa. E', se vogliamo, anche una cosa lievemente imbarazzante: tu tiri fuori tutta la merce che hai intenzione di pagare, e in quel preciso istante in cui organizzi gli articoli sul nastro trasportante che va al/la cassiere/a ti rendi conto che c'è una fila di persone che guarda quello che hai preso. Tutti parlano di privacy da rispettare ma quello che compri - non è una novità perchè su questo concetto ci hanno costruito sopra le tesserine punti - ti rivela e ti sputtana (a volte).


Quante volte hai comprato cibi precotti sentendoti vagamente in colpa perchè prima di uscire di casa hai acceso per caso il televisore e hai visto dei tizi pontificare sulla bontà di cucinare sempre cibi freschi possibilmente nelle notti di luna piena?

E quante volte hai preso le famose insalate già lavate invece di cercare i componenti delle suddette inslate uno per uno ? Per non parlare delle bibite gassate e del sacchetto di patatine, ma qui hai l'alibi pronto: ho gente in casa. Queste ultime quattro parole riescono a sdoganare dalla tua coscienza anche la lattina di birra che fa tanto estate (e che terrai in eterno in frigo, perchè la birra in realtà non ti piace, preferisci il chinotto ma non vuoi dirlo in giro). Questo per quel che riguarda il cibo; quando si scaricano gli articoli che non si mangiano, speri comunque di fare la tua porca figura nonostante la crisi. Così non prendi il dentifricio messo in un display scrauso di cartone a parte con l'insegna "TUTTO A UN EURO", dove albergano umili spazzolini da denti con le setole durissime - ottimi per togliere il calcare dai lavandini - . Noo, tu hai una dignità, il futuro non è scritto (Joe Strummer - The Clash) . Ti dirigi deciso verso le paste dentifricie che hanno più di un colore e spazzano via la placca dentaria, poi di nascosto torni indietro e prendi lo spazzolino dal display scrauso.


La fila alla cassa ti consente di osservare quello che hanno consegnato gli altri: c'è sempre la vecchietta con il sacchetto del reparto Frutta e Verdura pieno fino all'inverosimile di bieta o di broccoli, e pensi che la sua cucina sia a forma di broccolo, compresa la caffettiera.


Oppure il sudato lavoratore che ha preso una birra e una ciotola d'insalata o l'occorrente per un panino. Di sera invece lo vedi stendere sul nastro vari sughetti, pasta e barattolini di marmellata e Nutella, l'unico suo bene rifugio dopo le banche.


O l'amante degli animali e la sua provvista di cibo per tre mesi - per lui/lei solo una minestra in scatola

O il/la cliente più temuto/a di tutti: il proprietario di voucher, o buoni, del Ministero, ben determinato/a a usarli tutti. Si presenta con l 'equivalente di quattro sacchetti di articoli vari, comprese le scatole di Special K - il cui costo fa relegare il loro acquisto al Voucher Day - . Non contento/a aggiunge lo shampoo e quattro sacchetti di caramelle. Mancano 30 centesimi. a questo punto - i voucher devono essere consumati TUTTI, perchè il resto non viene rimborsato.- mentre la folla davanti alla cassa trattiene il respiro, il/la Voucherato/a chiede alla cassiera di dargli/le UNA caramella, una qualsiasi, anche di vendergli/le le Rossana della zia. La cassiera chiede al resto del personale se hanno 30 centesimi di una cosa qualsiasi, e alla fine salta fuori UN ovetto al gianduia nel sollievo generale. Ma non è ancora finita.Sei alla fine, e credi di poter pagare tutto, ma non ce la fai per due euro e cinquanta. Panico.

Qualcosa della merce è da sacrificare, e tutti stavolta smettono di guardare il/la Voucherato/a per fissarti con odio. La cassiera grida: STORNO!
E non compaiono gli uccellini in gruppo a fare un volo sincronizzato sulla tua testa, ma la chiave della cassa portata da un'altra cassiera. Pensa in fretta, pensa in fretta.Ti senti un po' come se dovessi sacrificare un figlio invece di un altro, perchè nel tragitto dagli scaffali alle corsie che portano alle casse la merce acquista una carica di indubbia affettività. Guardi con disperazione le cose che hai messo sul nastro, e decidi che i ceci bagnati in scatola tutto sommato li puoi lasciare (si è mai visto un taccheggiatore rubare ceci in scatola?). Non basta. Lasci allora le saponette -non dovevi prendere quelle che fanno lo scrub!-. La cassiera riconta tutto. Ricontrolla. Ribatte alla cassa il prezzo finale.


Ce l'hai fatta. Mentre sistemi in fretta la merce nelle buste - le cose più pesanti in fondo, quelle leggere in cima - ti volti a vedere la scatola di ceci e le saponette scrub abbandonate a un lato della cassa (volevi anche riaccompagnarle indietro ai loro scaffali, per non farle sentire meno sole). E' solo un attimo, e sei fuori dal supermercato.


Il futuro non è scritto.

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Flight of the Conchords: what the folk!

Mangia. Dormi. Fai folk.




Immaginate la Nuova Zelanda,









terra brumosa a Sud-Est dell 'Australia e location impagabile per la trilogia del Signore degli Anelli di Peter Jackson.
Ora immaginate non giocatori di rugby,
uccelli appiedati o frutti pelosetti dalla polpa verde, o temibili tatuaggi Maori sulla faccia,
o il film Lezioni di Piano con
Harvey Keitel decorato con i suddetti tatuaggi.
Tutte cose che vengono in mente a noi italiani quando si parla appunto della Nuova Zelanda (c'è anche un romanzo erotico dal titolo Crudele Zelanda , ma è un'altra faccenda). Immaginate due giovani signori,


il primo (Jemaine Clement)
una versione un po' tarchiata e Maori di Jeff Goldblum,




il secondo (Bret McKenzie) con i riccioli bruni, la barba e i lineamenti
delicati di un elfo (infatti da ragazzo è comparso per tre secondi nel Signore degli Anelli, nel ruolo dell'elfo Figwit). Immaginate ora un duo acustico a metà strada fra Simon & Garfunkel ed Elio e le Storie Tese.
Immaginate infine una serie televisiva sulle disavventure newyorchesi di un duo acustico neozelandese alla ricerca del successo.
Quando avrete finito di immaginare, avrete ottenuto i Flight of the Conchords.

Bret e Jemaine erano compagni di stanza alla Victoria University di Wellington (Nuova Zelanda), dove hanno studiato cinema e teatro. Amavano comporre canzoni "serie", ma come Molière da giovane non veniva preso sul serio come attore tragico (indicandogli così la strada per la Commedia), così i neo FotC non venivano presi sul serio come cantautori "seri". Ogni canzone sembrava agli orecchi del pubblico una parodia.

Decisero così di dedicarsi al genere comico; questo aggettivo però non tragga in inganno, dato che le loro canzoni sono scritte ed arrangiate in modo impareggiabile, e sono la colonna sonora della serie televisiva sulla rete HBO, andata in onda negli USA nel 2007 (ora la trasmettono anche sulla BBC4 inglese).


Gli episodi di The Flight of the Conchords comprendono tra gli altri personaggi Murray, pomposo addetto culturale al Consolato della Nuova Zelanda (interpretato da Rhys Darby) e loro inetto manager, e Mel, (Kristen Schaal), casalinga sposata, unica fan e persecutrice del duo. Le canzoni entrano come supporto narrativo alle storie, oppure come monologo interiore dei protagonisti, una tecnica ben sperimentata da film come Sogni Proibiti (The Secret Life of Walter Mitty,1947),con Danny Kaye o Billy il bugiardo (Billy Liar,1963) con Tom Courtenay. Vediamo così i due sfigati Kiwi in trasferta diventare veri e propri eroi pop - i video sono girati parodiando perfettamente i vezzi registici degli originali, pellicola compresa -.
Ora i FotC (quelli veri) sono un duo acustico di successo, con tantissimi fans in mezzo mondo anglofono, ma hanno deciso recentemente -e saggiamente- di fermare le loro buffe storie alla seconda serie.
Si possono dare vari esempi dell'arte dei FotC; uno dei pezzi più famosi è Business Time e si trova nella prima serie, episodio n° 5.
Jemaine fantastica su una sua eventuale vita coniugale con la sua ragazza, Sally, che è da poco ritornata da lui. Il pezzo è in puro stile soul anni '70 con tanto di recitato alla Barry White:

Oh Yeah
Girl, Tonight we're gonna make love
You know how I know?
Because it's Wednesday
And Wednesday night is the night that we usually make love

solo che la situazione descritta da Jemaine è molto meno romantica:

Tuesday night is the night that we usually go to your mother's place and I teach her how to use the video machine again
But Wednesday night is the night that we make love

Se il martedì sera i due coniugi devono andare dalla di lei madre - notare il particolare di lui che deve insegnare per l'ennesima volta alla suocera come si adopera il lettore video - il mercoledì sera è la notte in cui adempiranno finalmente ai doveri coniugali.

When everything is just right
You're not too tired from your afterwork social netball team practice
There's nothing good on TV.
Mmmmm...Conditions are perfect for making love.
You turn to me and say something sexy like, "I might go to bed. I've got work in the morning."
I know what you're trying to say, baby.
You're trying to say "Aww, yeah. It's business time."

Tonight's the Night, direbbe Rod Stewart. Non c'è niente alla TV, lei non è troppo stanca per gli allenamenti di pallacanestro femminile dopo il lavoro, - attività tipica da matrimonio avanzato in fase di noia acuta - e dirà una frase promettente come "Forse dovrei andare a letto. Ho del lavoro da sbrigare la mattina." Il marito invece pensa si tratti di un invito, che lei in realtà gli voglia comunicare: "Aaah sììì, è l'ora del business". Di quale business si tratti lui lo sa bene:

The next thing you know we're in the bathroom brushing our teeth
That's all part of it, that's foreplay.
Foreplay is very important in love making
Then you go sort out the recycling
Which isn't part of the foreplay, but it's still very important
That's not foreplay, but it's still very important.

I preliminari sono importanti nel business, come lavarsi i denti, afferma serio Jemaine, come pure fare la raccolta differenziata, che non fa parte dei preliminari ma che è importante lo stesso! Ora si arriva alla roba forte (non fate leggere questa parte ai minori di 45 anni!)

Then next thing you know we're in the bedroom
You're wearin' that same old ugly, baggy T-shirt with a stain on it that you got from that team-building exercise you did for your old work several years ago
"Team Building Exercise '99".
I take off my clothes
But I trip over my jeans 'cause I'm still wearing my shoes
But it's okay because I turn it all into a sexy dance.

I due sono in camera da letto. Ci siamo. Lei indossa, no, non un banale perizoma di pizzo nero, ma una maglietta slonzata e impataccata premio delle Attività Ludiche per la Coesione Aziendale a cui ha partecipato nel '99. Ribadisce lui con un rantolo che rivela la sua Bestia sessuale:

"Team Building Exercise '99".

Ahh, quelle Attività Ludiche per la Coesione Aziendale del '99! A quel pensiero lui si toglie di corsa i vestiti, ma inciampa nei jeans perchè ha ancora le scarpe addosso. Ma, come in un vecchio film con Peter Sellers, tutto questo non importa perchè sa come trasformare l'imbarazzo in una danza erotica. Alla fine rimane con soltanto i calzini (socks) addosso, ecco perchè si dice business socks! (Gioco di parole intraducibile fra socks e sucks , "fa schifo"). Finalmente si arriva al dunque!

Making love
Making love for
Makin love for two
Making love for two minutes
When it's with me, you only need two minutes, girl
'Cause I'm so intense
Two minutes in heaven is better than one minute in heaven
You turn to me and say something sexy like, "Is that it?"
I know what you're trying to say, girl
You're trying to say, "Aw yeah, that's it"
And then you tell me you want some more
Well, uh...I'm not surprised
But I am quite sleepy

Fanno l'amore in due. Minuti. Con Jemaine ne occorrono solo due, di minuti, perchè è così INTENSO! E poi due minuti in paradiso sono sempre meglio di uno solo (la media stagionale),
Lei gli fa "E' tutto qui?", ma, si sa, quello che vuole dire veramente è "Ahh sììì, c'è tutto,
qui!" e poi ne vuole ancora. Lui non si meraviglia.
Solo che si è addormentato.

Business hours are over, Baby

L'ora del business è finita. Andate in pace.

Ecco un estratto dal quinto episodio della prima serie contenente la canzone (attenzione, Jemaine rimane sul serio coi soli calzini addosso!)


Qui c'è una bellissima versione live di qualche anno fa:


Non si devono dimenticare altri momenti-parodia. Ecco ad esempio (episodio 10, prima serie) la perfetta canzone psichedelica, con tanto di movimenti di camera a ritroso alla fine (Ramashalanka lanka ravi shanka lalalalalalallalalala) :


E che dire di David Bowie (periodo Ziggy Stardust) - Episodio 6, prima serie -?


Il momento più delirante è però quello di Faux De Fa Fa,(episodio 8, prima serie), tentativo di parlare con due commesse di una panetteria che si traduce in una lezione di francese per principianti (Gerard Dépardieu! Ah-ah! Baguette!). Ammirate la pellicola spuntinata - troppe proiezioni in classe - e i completini impressionisti di Bret e Jemaine:



Insomma, con i Flight of the Conchords c'è veramente da divertirsi, e peccato che le due serie non siano ancora arrivate in Italia!

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I bambini delle librerie

I bambini delle librerie sono subito riconoscibili.
La libreria, o bookshop, o bookstore, è un luogo dove si comprano (anche) i libri, ma soprattutto dove si fa vedere che si ci si sa comportare in una libreria.
Un po' come nei sex-shop tarati "per le signore", dove le suddette possono trovare comprensione ed emancipazione (relativamente) a buon mercato, nelle librerie moderne si cerca di venire incontro alle esigenze del lettore moderno, che è già relativamente spaventato dall'entrare in un posto dove ci sono dei libri. Le persone di una certa età ricorderanno senz'altro, più che le librerie vere e proprie, quelle che puntualmente sono protagoniste di nostalgici racconti sulle pagine culturali dei supplementi dei quotidiani (ah, quando c'erano i librai che ti sapevano consigliare...) , quei negozi ibridi che erano -e sono- le cartolibrerie. La cartolibreria è considerata "cheap" dai fruitori delle librerie.In una cartoleria si ordinano anche i testi scolastici; vanta un'accurata selezione di bestseller per tutti i gusti e di libri di lettura per le medie -che hanno di solito una copertina con un'illustrazione vecchio stile ad acquerello invece di una foto-. Questo rende le cartolibrerie un posto più sicuro per gli utenti, un posto dove un libro è una "cosa" che si adopera per la scuola o per fare un regalo, quindi è "utile" e non ha quell'aura sacrale delle librerie normali.
Infatti le librerie questo alla fine lo hanno capito.
Si sono piano piano cartolibrarizzate.
Oggi nella libreria puoi trovare anche articoli di cartoleria,ma di alto lignaggio: copie esatte di articoli di cartoleria appartenuti a grandi nomi della cultura oppure quaderni così belli e miniati come incunaboli del Quattrocento da farti vergognare di scrivervi sopra.Credo che le librerie si vergognino un po' di fare anche da cartoleria, così cercano di vendere cara la loro pelle vendendo insieme al reggi-libro o alla lampada illumina-libro (immaginate la faccia del/la partner quando vede l'altro/a sfoderare questa lampada per leggere DA SOLO/A nel letto, invece di dedicarsi ad altre cose!) un po' di aura "culturale".
Allora cosa c'entrano i bambini?
C'entrano, perchè anche loro, al pari delle librerie, hanno subito una trasformazione.
Si sono anche loro cartolibrarizzati.
Si vedono genitori ormai portare i figli piccoli a tutte le attività di socializzazione promosse dalle librerie, come un tempo in piscina, e anche quando non c'è niente da fare li vedi occupare mezz'ala di un dipartmento, mamma e papà a scegliere fra gli scaffali e i piccoli a scorrazzare per il resto dell'ala. Sono tutti belli, con completini casual e scarpine sulle calzine coloratissime, un modo di vestire che urla disinvoltura e saper stare al mondo allo stesso tempo. I capelli di questi bambini tendono al caschetto mosso, nessun taglio a spazzola che fa tanto "dove i tram non vanno quasi più". La cartolibrarizzazione si nota però nell'atteggiamento di questi bambini speciali: in mezzo ai vari dipartimenti, o nell'apposita Sezione Bambini, loro trattano i propri genitori come commessi di librerie, chiedono, si fanno spiegare, tirano giù i libri, qualcuno più piccolo si siede sul pavimento, i più grandicelli conversano con la proprietà di linguaggio di un venditore. I loro genitori sembrano circonfusi da una rete invisibile di orgoglio celata da un atteggiamento di modestia, che però ha il potere di incrinarsi ogni volta che qualche estraneo sorride ai loro figli. Allora il genitore scatta in avanti, esce fuori dalla rete, chiama il suo frutto personale in modo che tutti vedano quale meraviglia ha messo al mondo. Il piccolo risponde, ed entrambi compiono la parte finale del rito andando felici alla cassa della libreria. Mai fila viene fatta con tanta felicità, perchè sono tutti consapevoli del fatto che ognuno vede quale libro/CD/DVD/quaderno ha scelto l'altro, e si sente felice per questo. Il bambino/a chiede piccole spiegazioni sul libro che ha preso la mamma o il papà, e vi sono delle piccole scintille di felicità in questo, non si sa quanto dovute alla semplice contentezza di aver comprato qualcosa che fa star bene tutti loro. I bambini delle librerie al momento di pagare alla cassa si stringono ai genitori, formando per qualche secondo un blocco umano consapevole e corretto. Di solito tirano fuori la tessera. Poi escono con in mano la busta e si vede che anche la strada è tutta loro. Il venditore di libri extracomunitari davanti alla libreria neanche lo vedono.

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Brutti teleanatroccoli


Britain's Got Talent è un programma della britannica ITV Television, ed è un incrocio fra La Corrida e X Factor. Quello che avviene in questo programma ha, a occhi italiani, dell' incredibile: se nella trasmissione di Jerry Scotti i personaggi "bizzarri" sono comunque presentati bonariamente come se fossero dei buoni villici sul palco di una fiera paesana, e anche se il pubblico esprime il suo dissenso con campanacci e coperchi non fa niente, l'importante è salutare i parenti dalla TV, in BGT affiora tutto il subconscio dello spettacolo inglese, e si vedono numeri fra il Freak Show del 19° secolo e il Music Hall del 20°. Abbiamo quest'anno: papà sovrappeso travestiti da mamme sovrappeso che fanno la danza del ventre,

















monaci Shaolin di Sheffield (South Yorkshire),













suonatori di lavandini,














tenori che fanno anche lo spogliarello















e così via.












Questa gente talentuosa è presentata da due comici, Ant & Dec, che stanno dietro le quinte (memori degli intermezzi comici presenti anche nei drammi di Shakespeare) e giudicata dai tre inflessibili giudici Simon Cowell (creatore del format di X Factor), Amanda Holden e Piers Morgan. Ora quest'anno è nata una stella: la signora Susan Boyle di East Lothian (Glasgow), Scozia.

Questo è il link della puntata di Britain's Got Talent con Susan Boyle.

Cos'ha di tanto speciale Susan da mandare in visibilio mezzo mondo occidentale? Se osserviamo la puntata di BGT in cui è andata in onda, vediamo che è stata costruita in modo mirabile. Inizia con una veduta di Glasgow, e il commento fuori campo di Ant & Dec ci dice che questa città ha molti pregi, ma non esattamente il talento canoro (e i Franz Ferdinand, e Lloyd Cole, allora?). Poi la MDP passa ad una carrellata sui nervosi concorrenti del programma, per stringere infine su una signora grassottella che mangia un panino. Eccola, è lei. Si presenta: canta nel coro della sua congregazione, vive da sola dopo la morte di sua madre, ha un gatto di 10 anni di nome Pebbles, non è mai stata sposata nè fidanzata (Mai stata baciata, che vergogna! dice) .
Una zitella. Credevamo non ci fossero più, spazzate via da panterone e single stile Sex and The City . Sentiamo subito una corrente di simpatia mista ad imbarazzo: noi pensiamo che questa signora sia proprio inadatta ad un talent show, guarda che capelli e che sopracciglia! La scena seguente la vediamo avanzare sul palcoscenico di BGT. Simon Cowell le chiede a un certo punto quanti anni ha. 47, ed è solo una parte di me! fa lei, accennando a una "mossa" da sciantosa. Primo piano di Cowell che guarda da un'altra parte in segno di compassione. Dettagli sul pubblico che ridacchia e sfotte. Il totale sullo studio spettacolarizza l'incredibile differenza fra il pubblico e i lampadati giudici e la signora Boyle col suo vestito fiorato del 1953, i capelli non tinti, la mancanza di trucco e i sopracciglioni. E cosa sogna di diventare? Le dice Morgan. Elaine Paige , risponde lei col microfono stretto fra le mani. Come se una allieva di canto lirico dicesse: la Callas. Altri primi piani su sguardi -truccatissimi- di commiserazione. Stavolta però si insinua in noi un sospetto piccolo piccolo: vuoi vedere che Susan ha ragione? Come mai tutti quei primi piani insistiti e "brutti" e screditanti sul pubblico, quel modo così scoperto di "recitare" il loro scherno da parte dei giudici? Chiunque abbia visto Dumbo, si ricorderà dei commenti sarcastici da parte



delle elefantesse colleghe circensi sulle orecchie enormi dell'elefantino, fino al trionfo di quest'ultimo come Elefante Che Vola. La parte del programma con l'intervista alla signora Boyle è appunto girata come una versione live di Dumbo, che a sua volta riprende il suo schema narrativo dal Brutto Anatroccolo : 1) arriva il Mostro; 2) il Mostro viene punzecchiato e deriso dai Normali -che sono sempre in gruppo - ; 3) il Mostro è ferito ma alla fine mostra il suo Valore; 4) il Mostro trionfa sui Normali grazie alle sue qualità nascoste finora; 5) i Normali si pentono del trattamento da loro riservato precedentemente al Mostro, e lo invitano a stare con loro.




Susan Boyle canta I Dreamed a Dream dal musical Les Misèrables. E tutta la platea, pronta a crocifiggerla, si guarda incredula per capire da dove viene quella voce celestiale che stanno ascoltando. Uno dei giudici piange commosso. Tutti applaudono, i due comici dietro le quinte saltellano impazziti. Alla fine tutto il pubblico si alza in piedi e Sua Maestà Simon Cowell sentenzia a suo favore. Susan salta sul palcoscenico dalla felicità - ricordando stranamente il regista Danny Boyle quando ha ricevuto l'Oscar 2009 per Slumdog Millionnaire - , una versione orchestrale di I Dreamed A Dream si alza nell'aria catodica, e tutti sono contenti.
Ora come mai questa signora scozzese di mezza età è diventata un tormentone mediatico? La costruzione perfetta della puntata induce a qualche dubbio sull' "autenticità" della scoperta, e fa pensare piuttosto a un colpo di scena televisivo da sommare ai fenomeni di "gente comune" proposti come archetipi dell'umanità. Dato che la crisi mondiale corrente richiede strette di cinghia e valori umani, si tralasciano i soliti Vip o aspiranti tali per tuffarsi fra le persone cosiddette normali, anche un po' scalcagnate. Si è iniziato in sordina con la diffusione dei vari format della telenovela Ugly Betty, la prima fiction ad avere per protagonista una ragazza "diversamente bella" e tuttavia positiva e senza complessi di inferiorità. E' stato poi il caso di Arisa a Sanremo quest'anno, della tragica e seguitissima morte di Jade Goody , altra tele - eroina britannica, della moda Geek Chic sulle passerelle e così via. Come contraltare le celebrità prima lodate per la loro perfezione estetica stanno subendo attacchi dai media senza precedenti: dall'accusa di derivare la loro bellezza a dosi massicce di Botox e chirurgia estetica, a quella di non saper vivere come, appunto, persone normali ma di far ricorso a scandali e droghe varie. E' questa una versione del 21° secolo, molto più ramificata e sofisticata, del Codice Hays , istituito negli anni '30 dalle case di produzioni cinematografiche americane per "moralizzare" il cinema a Hollywood. Allora c'era la Grande Depressione, ora un nuovo assetto mondiale richiede -o almeno vogliono farcelo credere- un Nuovo Ordine Morale. Forse la signora Boyle non pensa a niente di tutto questo quando canta, ma la puntata di Britain's Got Talent ha sotto sotto qualcosa di sinistro.

Non ho mostrato la foto di Susan Boyle, dato che non volevo far cadere nessuno nella trappola brutta/bella di BGT. Però aggiungo un link a una sua interpretazione di Cry Me A River, incisa su un disco in 1000 copie per beneficenza e risalente al 1999. Questo disco è stato ritrovato (per caso?) da un giornale inglese in questi giorni.


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Yes Arisa can

Una cantante imprescindibile



Da tempo volevo fare una versione in inglese dell'unica canzone che abbia veramente sfondato all'ultimo festival di Sanremo.


Sì, avete capito.

No, non cliccate via.

Rimanete qui.

Sincerità è il manifesto del 21° secolo,

ha la stessa funzione aggregante e corroborante di 'Yes We Can'. ArisObama con la sua parola d'ordine indica al popolo frustrato e deluso sia dal sistema economico che da quello spirituale un cammino sì, impervio ( Ma siamo partiti da zero [...] Lasciarsi ogni due settimane / Bugie per non farmi soffrire / Ma a volte era meglio morire ) ma che alla lunga dà i suoi frutti. Questa canzone infatti è un esempio perfetto di cosa potrebbero fare le agenzie pubblicitarie se solo lavorassero seriamente invece di affidarsi al solito binomio donna svestita - vecchia barzelletta. E' stato detto che la musica di Sincerità ricordi troppo da vicino Don't Worry Be Happy
di Bobby McFerrin; in realtà ha lo stesso giro armonico dell'insuperata canzone della Coca-Cola, quell' I'd Like To Teach The World to Sing

che in italiano è diventata Vorrei cantare insieme a voi / in magica armonia. E non a caso: era una campagna degli anni '70, periodo ancora non inquinato dalla necessità di mettere i successi del momento in uno spot per farlo ricordare meglio. L'arrangiamento di Sincerità in stiIe vagamente country - quindi senza tentazioni R'nB o roccheggianti - contribuisce al successo di questo monito sulle gioie di una vita serena, dunque "eterna", da raggiungersi attraverso differenti gradi di difficoltà. I tre versi finali Scoprire tutti i lati deboli / Avere sogni come stimoli / Puntando all’eternità hanno, a proposito di Obama, una qualche attinenza con la parte conclusiva del discorso presidenziale:

America, siamo giunti a questo punto. Abbiamo visto molto. Ma è rimasto molto da fare. Questa notte, chiediamo a noi stessi - se i nostri figli potessero vivere fino a vedere il prossimo secolo; se le mie figlie fossero così fortunate da vivere tanto a lungo quanto Ann Nixon Cooper, quali cambiamenti potranno vedere? Quali progressi avremo fatto?
Questa è la nostra possibilità per rispondere a quella chiamata. Questo è il nostro momento.
Questo è il nostro tempo, di rimettere la gente al lavoro, di aprire le porte delle opportunità per i nostri figli; di far tornare prosperità e portare avanti la causa della pace; di ribadire il sogno americano e riaffermare la verità fondamentale che, anche tra tanti, noi siamo una cosa unica; che mentre respiriamo, speriamo.
E dove ci scontriamo con cinismo e dubbi e con coloro che ci dicono che non ce la possiamo fare, noi rispondiamo loro con un credo senza tempo che rappresenta lo spirito di un popolo: sì, noi possiamo.


Voglio dire che il successo immediato di Sincerità non può essere semplicemente attribuito alla sua orecchiabilità e facilità di fruizione: è uno di quei pezzi, come pure a suo tempo, a un livello più alto, Volare (nel blu dipinto di blu) di Modugno, che riesce a catturare - consapevolmente o no, poco importa - lo spirito del momento di una nazione.
Una traduzione in inglese comporta diverse difficoltà: i versi sono decasillabi, metro di solito usato da Carmen Consoli nelle sue canzoni, e che esalta al massimo la musicalità della lingua italiana (fatta, com'è noto, per la maggior parte da parole piane, ossia con l'accento sulla penultima sillaba). Proprio il sostantivo che dà il titolo alla canzone è sdrucciolo (accento sull'ultima sillaba), e non mi ha dato altra scelta che usare Sincerity come titolo e partire da quello per costruire il resto della traduzione. Naturalmente non ho potuto rispettare le rime del primo e quarto verso del ritornello, ma ho cercato un'assonanza fra eventually (finalmente) e fairy tale (favola). Il difficile è stato tradurre concetti astratti come All’inizio era poca ragione / Nel vortice della passione: l'inglese è una lingua concreta, così ho trasformato questi concetti in vere azioni agite dai due amanti (We started without any notion /And we had no time to slow down).
E l'elemento imprescindibile ? Ci sarebbe stata la soluzione inescapable, ma il significato era più simile ad "inevitabile" e avrebbe dato un suono negativo al verso, laddove era meglio rendere con essential.
Comunque, ecco il testo originale italiano :

Sincerità

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità

Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità

Adesso è un rapporto davvero
Ma siamo partiti da zero
All’inizio era poca ragione
Nel vortice della passione
E fare e rifare l’amore
Per ore, per ore, per ore
Aver poche cose da dirsi
Paura ed a volte pentirsi

Ed io
coi miei sbalzi d’umore

E tu
con le solite storie
Lasciarsi ogni due settimane

Bugie per non farmi soffrire
Ma a volte era meglio morire

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità

Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità

Adesso sembriamo due amici
Adesso noi siamo felici
Si litiga quello è normale
Ma poi si fa sempre l’amore
Parlando di tutto e di tutti
Facciamo duemila progetti
Tu a volte ritorni bambino
Ti stringo e ti tengo vicino

Sincerità
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all’eternità

Adesso tu sei mio
E ti appartengo anch’io
E mano nella mano dove andiamo si vedrà
Il sogno va da se, regina io e tu re
Di questa storia sempre a lieto fine

Sincerità
Adesso è tutto così semplice
Con te che sei l’unico complice
Di questa storia magica
Sincerità

Un elemento imprescindibile
Per una relazione stabile
Che punti all’eternità…

E questa è la mia English version:

Sincerity

Sincerity
Now everything comes up so easily
You are my only mate eventually
Together in this fairy tale

Sincerity
It’s truly essential as an element
To make a love story a sentiment
That could head for eternity

We’ve come to a solid relation
We started without any notion
And we had no time to slow down
When our hearts were beating as one
We’ve been at it hours and hours
Then we would be just starting over
We wouldn’t have much t’say each other
Being afraid then being so sorry

And I
With my impossible temper
And you
With your justifications
We would split up every two weeks
You’d lie to me so I couldn’t weep
And sometimes I wished I could leave

Sincerity
Now everything comes up so easily
You are my only mate eventually
Together in this fairy tale

Sincerity
It’s truly essential as an element
To make a love story a sentiment
That could head for eternity

Now we are two friends as we’re lovers
At last we can say we are happy
And sometimes –it’s normal- we fight
But then we make love up all night

We like talkin’ ‘bout everything
And wishing thousands of wishes
Sometimes you’re just like a child
And I would take you in my arms

Sincerity
Is when you’re finding all your weaknesses
Is when you’re fuelling up all your dreams
Heading for eternity

Now you belong to me
And I belong to you
And we’ll walk hand in hand who knows the way we’re goin’ to
Dreams are passing by and queen and king we are
Of all this happy ever after story

Sincerity
Now everything comes up so easily
You are my only mate eventually
Together in this fairy tale

Sincerity
It’s truly essential as an element
To make a love story a sentiment
That could head for eternity




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Pigeon Meeting

Interpreti:

Prospero (lui)
Miranda (lei)

Location: casa mia (balcone)

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3:32

Tu non stai bene.
Hai avuto questa sensazione di nausea per tutto l'afoso pomeriggio seguito al pranzo.
Non dovevo cucinare i peperoni,ti metti a pensare.
Provi ad alzarti, poi nell'ordine :
abbassarti
sdraiarti sul letto coi vestiti addoso (errore fatale, quello che dovevi mandare giù ti ritorna su senza tirarti su come il caffè)
alzarti di nuovo.
Fai una passeggiata, e ti accorgi che il tempo non è neanche afoso, ma immoto, di quell'immobilità che ti prende alla testa e ti soffoca.
Cala il pomeriggio lentamente - siamo con l'ora legale ora, e i pomeriggi cominciano ad essere tali -
Cerchi di pensare a qualcosa di divertente, a quali dolci preparerai per Pasqua, qualunque cosa.
I peperoni - è colpa loro, sono senz'altro i peperoni! - rimangono incastrati sotto l'esofago, o almeno pensi che il posto sia quello.
Scende la sera lentamente, ma i tuoi peperoni non lo fanno. Rimangono lì.
Non ceni e vai a letto, e neanche il contatto con le adorate lenzuola (come capisci Paperino quando vuole rimanere a letto!) risolve la situazione.
Naturalmente hai già bevuto acqua e bicarbonato con uno spruzzo di limone,
Hai anche cercato invano l'ultima pastiglia di digestivo avanzata da quel pranzo fuori dai parenti - dovevi farci un quadretto con la scritta 'in caso di necessità rompere il vetro', come per le sigarette - .
Tu non stai bene.
Ti rivolti nel letto.
Provi a leggere un buon libro
Provi a leggerne uno cattivo.
Le lenzuola ti si attorcigliano addosso.
Guardi la radiosveglia sul comodino alla tua destra vicino alla finestra, e con un occhio solo realizzi che è l'una di notte.
Accendi la radiosveglia, centrando con la mano e l'occhio aperto il tasto Start (perchè i tasti li fanno invisibili come se le radiosveglie le usassero i sette nani?)
Ascolti la replica di un programma radio andato in onda la mattina, più diversi borbottii provenienti da altre emittenti di probabile origine balcanica
Finisci per spostare la rotellina della sintonia sulla stazione dei Grandi Successi degli anni '80 e '90 missati in rapida successione. Nel buio della notte vedi materializzarsi i fantasmi di tanti ricordi che non riesci ad afferrare.
Sono quasi le tre di notte, ti spaventi per l'ora tarda e per il fatto che i peperoni avranno ascoltato anche loro la radio dal tuo esofago, ma si sono guardati bene dallo scendere nello stomaco.
Spegni la radiosveglia.
Buio. Silenzio.
Riaccendi la luce.
Passi mezz'ora a guardare il soffitto, poi l'armadio.
Le ante di quell'armadio quattro stagioni sono sempre state un problema: da quando sono saltate le serrature per l'uso eccessivo - modello difficile da sostituire a meno di riuscire a contattare quelli che hanno assemblato l'armadio - tu ti limiti a incastrare le ante di lacca nera fra di loro.
Appoggi la testa sul cuscino.
La testa si muove. E' ferma ma si muove.
Guardi in alto e vedi il lampadario.
Il lampadario.
Da sinistra a destra, da destra a sinistra.
Le sei ante dell'armadio davanti a te si spalancano, e sembrerebbe quasi un colpo di teatro, una cosa che ti divertirebbe se la vedessi al cinema, ma tu sei al centro della stanza su letto e hai le ante di lacca nera dell'armadio quattro stagioni alte tre metri che si muovono tutte insieme.
Si muove anche la libreria ora. Cade a terra la tua bottiglia preferita.
Mary Poppins. Mostrava la sua magia ai piccoli Banks facendo muovere ogni cosa nella loro cameretta.
Nel film tutti si muovevano, però. Non come te, nel letto in mezzo alla stanza.
Perchè è questa la cosa più atroce: NON TI PUOI MUOVERE. Tutto gira e tu sei con i peperoni storditi all'altezza dell'esofago, e una forza quasi ti inchioda al letto, perchè se provi a sollevare la testa finisci di nuovo a terra.
Ti chiedi quanto tempo un armadio medio quattro stagioni comprato di seconda mano alto tre metri con quattro ante di lacca nera ai lati e altre due ante di specchio al centro pieno fino all'orlo di tutto ci mette a crollarti addosso.
Mentre ti chiedi se nel frattempo ti cadrà addosso anche il lampadario che ormai ha un moto rotatorio costante senti che anche le pareti non sono più tanto tranquille: spingono il letto verso il centro della stanza.
Il tuo stato d'animo è stranamente lucido e immobile. Ti chiedi ad esempio assurdamente se è meglio rimanere fermi o scappare via dalla stanza. Ti rimproveri per pensare a cose tanto sciocche quando forse sono gli ultimi momenti...
Il lampadario oscilla di meno.
La prima anta si ferma. Scivola giù un maglione. Eccolo dov'era.
Anche il letto si ferma.
In un minuto e mezzo passi da Mary Poppins all' Esorcista, perchè non solo riesci ad alzarti, ma corri in bagno per vomitare. Attraversi di corsa il corridoio nero, accendi la luce, due passi a sinistra, hai la forza di alzare la tavoletta del WC e non succede niente.
Sudi freddo.
Al secondo tentativo il respiro finalmente ti manca (ed è l'unica occasione in cui si benedice il fatto di essere senza fiato) e i peperoni ti dicono addio concludendo il loro viaggio, invece che verso il tuo intestino e oltre, in qualche parte del Tirreno.
Respiri. Era ora.
Ti appoggi,i capelli umidi, al lavandino. No, non si muove (ci hai pure messo lo stucco a presa rapida la settimana scorsa).
Ti guardi allo specchio. Hai la faccia stravolta. Ma ferma.
Alle 3:32 a centodieci chilometri circa da casa tua si fermava ogni cosa.

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Se aprile è il più crudele dei mesi...

Pure marzo ve lo raccomando! Mentre assistiamo sgomenti al solito Colpo di Coda dell'inverno, ecco una testimonianza della nuova stagione effettivamente iniziata.Il brano, The Sensual World, è cantato dall'atmosferica Kate Bush, ed è liberamente ispirato al flusso torrenziale di Molly Bloom nell' Ulisse di Joyce. Mmmmmmmmmm...yes! (Più primaverile di così...)

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Tre volantini, una vita

I volantini non sono solo pubblicità a buon mercato: quello che intasa le nostre cassette postali, e viene spostato in un'altra cassetta, o buttato per terra, o fatto oggetto del terzo punto in discussione all'ordine del giorno nelle riunioni condominiali ha più a che fare con i sogni e i bisogni di una società che con i "pezzi di carta". Osserviamo questi tre esempi:


Nel primo vediamo , sui toni dell'arancio e del rosso, una coppia di danzatori lanciata in un casquè e la scritta in primo piano SALSA. Il concetto salsero è ribadito dal nome della scuola che è Salsa Adelante. Tutti, anche i principianti o "zappe" possono gustare un po' di salsa, alle ore 21.00 -perchè i corsi di salsa li fanno sempre alle 21.00?- Da notare che la prima lezione è sempre gratis, dato che per la salsa non occorre
la costrizione bensì l'assuefazione. Diventare salseri (o compagni di merengue) è un'esigenza relativamente recente, e credo abbia a che fare non tanto con il desiderio di fare sport quanto con quello di avere una marcia in più: scuotersi dalla vita in giù senza essere duramente repressi ed entrare così in modo indolore in un mondo, quello "latino", che nei sogni è sinonimo ancora di spiagge dorate e pupe calde. Per questo il volantino sembra uscito da Ballroom di Baz Luhrmann (un film che ha fatto del kitsch da balera la sua bandiera). Forse è questo il motivo segreto per cui le lezioni di salsa sono alle 21.00 : dopo, tutti a nanna.


Il secondo sogno che ci si para davanti è quello del Nuoto: anche qui c'è un evidente riposizionamento d'immagine, dato che le lezioni di nuoto erano un tempo associate a una cosa dalle ore alle ore in giorni dispari, battaglioni di ragazzini urlanti in costume e cuffietta, periodi di tempo indefiniti ad asciugare i capelli. E invincibile puzza di cloro addosso. Questo volantino ci invita a "recuperare la salute senza sforzo", e già si capisce che non è più indirizzato a dei bambini. L'adultizzazione del nuoto passa attraverso parole come Acqua Gym, Acqua Aerobic e la più sottile Acqua Tonic (che non è fare le vasche nella Schweppes). Ci sono ancora i corsi di nuoto per bambini, ma ormai - data anche la scarsezza di bambini - sono seppelliti da inquietanti soluzioni geriatriche come Motricità per la 3a età. Sullo sfondo marino campeggia ondeggiante la parola PISCINA invece dei vecchi loghi dai mezzi omini nuotanti col braccio in alto in mezzo a due serpentelli blu (le onde stilizzate). La PISCINA è il luogo dove, non più dalle alle (non ufficialmente), ci si rigenera, e magari i capelli si asciugano da soli, dopo.

Dopo avere ballato la Salsa e nuotato in piscina, sentite qualcosa che balla e nuota nelle vostre bocche? Niente paura, è l'ora di riparare la vostra DENTIERA ROTTA ! E qui si arriva all'apoteosi: quattro-anziani-quattro - al posto di quattro conigliette di Playboy - reggono felici un cartello con il simpatico disegno di un molare (disegnano sempre i molari, sono più carini degli incisivi) in sella ad una Vespa. Sotto la scritta, in un carattere con effetto Photoshop rilievo, abbiamo il marchio ProntoProtesi . Non più quindi ProntoPizza o ProntoBollo : la nuova frontiera è la protesi dentaria a domicilio, Tutto in giornata e senza muoverti da casa! In attesa del funerale a domicilio, con ritiro feretro, due corone a scelta e cuscino di fiori in omaggio ai primi dieci che muoiono entro 24 ore, i quattro nonnetti sembrano appunto i sopravvissuti ai corsi di salsa e acquagym dei due volantini precedenti. Da notare che sono un uomo e tre donne, in questo rispettando le statistiche sulla speranza di vita.

Dieci euro risparmiati con riparazione (i fiori di zucca) e l'igienizzazione (tre crocchette) della dentiera. Se po' ffà.

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Festa della donna

Vivi la festa da protagonista!



Tema: L' otto marzo si celebra la festa della donna. Esprimi le tue considerazioni al riguardo.

Svolgimento uno: Oggi la festa della donna cade di domenica, meno male perchè così posso uscire con le amiche a fare festa in questo posto che mi hanno detto che è strafigo. Ho letto il flyer su un palo della luce per strada, si chiama il Sex And The City Party , e lo fanno allo Smart Club che sta a via Portuense. Fanno la house, la commerciale e pure la salsa! Sempre sul flyer ho letto che c'è lo stripper a cura dei Carramba Boys,
e che posso vivere la serata da protagonista, solo che devo prenotare il tavolo. L'unica cosa è che sta lontano una cifra da casa mia: Devo prendere due metro, poi il 719, poi scendere sette fermate appresso, come farò con i tacchi se mi viene il mal di piedi e devo vivere una serata con gente glamour? Vabbè, vorrà dire che mi faccio venire a prendere dai miei...


Svolgimento due: ci siamo messe d'accordo da almeno due settimane, Anna dice che i bambini li ha portati dalla nonna, Carla ha portato il marito dalla suocera, dice che c'è stata una lite sul pianerottolo perchè pure la suocera voleva andare a vedere Quei ragazzi tanto carini, quelli della Carrà, i Mirandabòis , si era messa tutta in ghingheri, -pure il golfino di lamè!-e non voleva suo figlio in mezzo alle scatole, dove andremo a finire?
Angela è single ma sta messa peggio, ha la madre che sobbalza ogni volta che vede Bruno Vespa e l'emergenza rumeni, se esce di casa per prendere il latte deve dirle che non c'è Gianni Morandi sottocasa ad aggredirla, ma penso che per l'ora fatidica possiamo esserci tutte. Come diceva la sigla del Braccobaldo Show:






Siamo tutti qui
e tutti insieme
vogliam vedere
il Braccobaldo Show !

Svolgimento tre: sono solo in casa, le donne sono andate o alla manifestazione o a vedere gli spogliarellisti. Se sono geloso? Ma no, ne conosco uno, è laureato in economia, arrotonda così a marzo...Piuttosto, non c'è tempo da perdere: chiamo Gigi e ci facciamo una bella partita col nuovo videogioco che ha scaricato, Ammazza Tutti E Torna Da Solo. Che serata!