Questo brano dei Dik Dik risalente al 1969, completo di organo Hammond (piena fase Procol Harum) mi frulla sempre in testa il 21 marzo:
Buona primavera a tutti, anche se è nuvoloso...
E' il primo giorno di primavera...
Pubblicato da Tamcra alle 01:52
Etichette: Sorrisi e canzoni
Mutande per piccioni
Ora però è stata trovata la risposta a questo dilemma: PGWear o abbigliamento per piccioni. Con questi variopinti pannolini assicurati da un'imbragatura finalmente il vostro piccio non sarà più considerato un "topo con le ali", ma un membro effettivo della società civile che ben presto avrà diritto di voto - già sono pronte le liste PD - Piccione Democratico - e non tarderà a presentare la sua lista, a differenza di quei topi che le ali non ce le hanno.
Pubblicato da Tamcra alle 20:23
Etichette: gru gru, Le scoperte di Nucci Cima
La Storia dell'Arte in 3:18
Non distinguete Manet da Monet (e pensate che forse c'era anche Minet)?
Pinturicchio e Tintoretto sono per voi una ditta di vernici a spruzzo?
Andy Warhol era un industriale delle minestre in scatola?
Otto Dix era il figlio di Sette Nine?
Gli Hold Your Horses vogliono fare un ripasso delle vostre conoscenze di Storia dell'Arte (quella materia strana che ai miei tempi s'insegnava nei licei classici un'ora a settimana contro le tre di Chimica, chissà perché)
S'inizia col Cenacolo di Leonardo Da Vinci: via!
La stanza dello sciroppo

Cough.Cough.Cough.Cough.
E' incredibile come una semplice tosse ti possa rovinare momentaneamente l'esistenza. Stai lì a fare qualunque cosa, quando ti si mozza il respiro per un nanosecondo, cerchi di respirare di nuovo, il respiro si nasconde all'interno della trachea dopodichè risale rapidamente lungo la gola e lì scoppia letteralmente all'esterno terremotando il diafamma fino alla vescica (e lì devi scappare in bagno).
Cough. Cough.
La tosse si prende quando tutti quelli che sono intorno a te sono già guariti. Entra nella tua vita la sera per poi spiegarsi in tutta la sua potenza di notte, con colpi sordi che provengono irregolari dalla tua cassa toracica.
Coooough.
E quando vuoi parlare riesci solo ad inspirare profondamente tipo risacca, e ti esce dalla bocca un sibilo seguito da una serie di colpi irregolari e ti pieghi in due per tentare di respirare, mentre tutti quelli intorno a te non sanno se darti colpetti sulla schiena o darti una caramella balsamica (che non si trova)
Cough cough cough
E alla fine ti affidi all'unico liquido che si possa paragonare all'alcool per la sua capacità di farci sperare in una vita migliore:
Cough
Lo sciroppo per la tosse.
Originariamente gli sciroppi
erano qualcosa di misterioso, venivano creati da dei medici artigianali e promettevano talvolta di far ricrescere i capelli! Uno di questi rimestatori di pozioni era John S. Pemberton di Atlanta (Georgia) che nel 1886 invece di trovare una cura per la tosse finì per inventare la formula della Coca-Cola...Lo sciroppo no. Si conoscono casi di gente che nasconde bottigliette nelle librerie - ed è per questo che i tappi degli sciroppi sono inespugnabili, spingere in basso, girare verso l'esterno, ricordarsi della combinazione segreta - e staziona nelle farmacie con fare sospetto, tanto da allarmare non pochi tossicodipenti venuti a richiedere le siringhe. La codeina, oppioide contenuto per molto tempo nei preparati, (poi sostituita dal destrometorfano), ha dato alle pozioni qualcosa di proibito. Inoltre lo sciroppo ha un sapore buono e caramelloso, l'ideale per chi deve nascondere le proprie cattive intenzioni. La pubblicità dello sciroppo si comporta di conseguenza: La tosse impedisce il giusto scorrere della vita familiare (il papà ammalato non può giocare con i suoi figli, come in questo spot per il mercato spagnolo e italiano):
"Papà!"
Le pubblicità per il mercato inglese si spingono più in là: avere la tosse significa - per una madre - non poter rispondere per le rime ai capricci del figlio al supermercato. Una volta inalata la pozione magica, si può dare una sana lezione di recitazione al piccolo:
La miglior difesa è...l'attacco!
Parodia a sua volta di un altra famosa (suo malgrado) pubblicità di una marca di profilattici - proibità perchè accusata di "dare il cattivo esempio":
Anche OddJob (l'orientale dal cappello a sega rotante, nemico di James Bond in Goldfinger ) ha i suoi problemi con la tosse, come vediamo in questo spot d'annata:
Dimenticavo: cough
Pubblicato da Tamcra alle 01:41
Etichette: Pubblicità, vita pangrattata
Arisa post-nucleare
con il Festival dei fiori...(Sergio Caputo)
Mentre si sta consumando lentamente l'ultima Serata del 60° Festival di Sanremo, - c'è stata un'ora fa una sommossa da parte dell'Orchestra e del pubblico all'uscita delle tre canzoni finaliste, fra cui quella di Pupo ed Emanuele Filiberto, poco fa hanno annunciato la vittoria di Valerio Scanu - c'é qualcosa di profondamente inquietante in una delle canzoni, Malamorenò di Arisa. Un "motivetto" che comincia parlando del 2087 e di una coppia rimasta sola al mondo, il pronipote è sulla luna / emigrato per cercar la sua fortuna , e sulla Terra resta solo chi non ce la fa / ascoltando tante finte verità (forse la canzone di Pupo ed Emanuele Filiberto, diventata nel frattempo inno nazionale). Il ritornello paventa il fatto che può scoppiare in un attimo il sole e che tutto quanto portebbe finire . A questo punto il pensiero va ad una guerra nucleare - scatenata forse da un'ennesima intercettazione nella quale qualcuno in Italia viene sentito dire "Sì, sì, sì! Fammi tuo, schiaccia il bottone!" - però, niente paura, i due anziani coniugi rimarranno sempre insieme, anche se I prati rinunciano ai fiori/ perché i fiori hanno perso i colori . Le tre Sorelle Marinetti
, che la ripresa televisiva non a caso non mette mai in primissimo piano, supportano un'Arisa in perfetto look steampunk
con la loro coralità da Trio Lescano .
Arisa con la sua canzoncina ci fa piombare in un mondo parallelo, nel quale magari il Fascismo non è stato sconfitto (?), la Seconda Guerra Mondiale si è conclusa con la vittoria dell'Asse sugli Alleati (Oppure L'Italia ha vinto non alleandosi con la Germania, come ha scritto Enrico Brizzi nel suo L'inattesa piega degli eventi ). Però c'è sempre in agguato la Minaccia Nucleare, e mentre il marito cerca di rincuorare la moglie (mio marito è sempre qui vicino / dice che ritornrerà di nuovo il cielo ) in realtà prega nella notte per paura che anche Dio / scappi e lasci tutto quanto nell'oblìo .
Nel 1986 la Gran Bretagna creò un lungometraggio animato dal titolo When The Wind Blows (Quando soffia il vento) , tratto da una graphic novel di Raymond Briggs,
nel quale i due poveri coniugi inglesi nuclearizzati hanno impressionanti attinenze con la canzone di Arisa (gli occhiali di Jim, il marito, hanno addirittura la stessa montatura di quelli della cantante!). Alla fine si dice il dolore può farci cadere / la speranza potrebbe sparire / ma l'amore, ma l'amore / no.Tornando a Jim e Hilda (la moglie) alla fine la morte li coglierà nei loro sacchi - che ingenuamente pensavano potessero servire loro per ripararli dalle radiazioni, ma che in realtà erano un escamotage del Governo per portarsi via i cadaveri in modo veloce) - ma non smetteranno mai di amarsi. Malamorenò è, in conclusione, uno dei pezzi più tristi che abbia sentito in vita mia.
Pubblicato da Tamcra alle 19:29
Etichette: Sorrisi e canzoni, televisioni
When I'm 3064

che si vantavano di avere una "ampia e drammatica documentazione fotografica" come Playboy le donne nude - intrecciano filmati con voce fuori campo con interviste a storici e antropologi, ripresi in primo piano. Ritornando ai Beatles, il videomaker satirico americano Scott Gairdner ha creato con il suo gruppo nell'ottobre del 2009 un perfetto mockumentary in stile History Channel sul ritovamento delle vestigia di un celebre gruppo musicale...nel 3016. Sentire parlare dei Beatles con lo stesso tono in cui noi parliamo degli antichi Egizi è vagamente inquietante: molte cose si sono perse nel corso dei millenni, e il divertimento sta nel come gli elementi rimasti possono essere rimaneggiati in tutta serietà dagli accademici. Così abbiamo la ricostruzione completa di un'immagine dei Beatles, con Ringo Starr indicato come "uomo sconosciuto" (considerato che proprio in questi giorni ha avuto finalmente la sua stella nella Walk of Fame a Hollywood , non dovrebbe correre questo pericolo). I frammenti di fama rimandano a un celebre sonetto di Shelley,
Qui la sua traduzione (di Paolo Bernardini):
Incontrai una volta un viaggiatore, giunto da una terra antica
E mi disse: ‘Due immense gambe di pietra, senza tronco
Alte si ergono nel deserto. Accanto a loro, sulla sabbia
Sommerso quasi, giace un volto distrutto, l’espressione irata, amara
Le labbra contratte, il ghigno che solo dà il freddo comando
Ci dicono quanto fu abile chi le scolpì, a leggere queste passioni
Che sopravvivono ancora, scavate su quelle pietre senza vita:
La mano che le figurò, ed il cuore che d’esse fu preda.
E sul piedistallo tu leggi queste parole:
‘Il mio nome è Ozymandias, Re dei Re:
Guarda all’opera mia, oh, poderosa, e dispera!’
Nulla più di questo rimane. Intorno alla rovina
Di quel relitto immane, nuda e senza confini
La sabbia piatta si distende, solitaria, all’infinito.
In effetti il finto documentario comincia proprio con le sabbie del tempo che svelano un antico cartiglio con su il famoso logo dei Fab Four. I professori interpellati fortunatamente non indossano pigiamini Star Trek ma normali completi da docente anglosassone (c'è tutta una teoria secondo cui il corpo docente deve vestire in velluto a coste - corduroy look -

per apparire serio). L'unica cosa che li distingue dai loro omologhi dello scorso millennio sono i loro nomi: l'insigne antropologo si chiama Karl St. Cloud IV , il musicologo Miller Cumpford, il celebrato autore di "Dissotterrando i Rotoli perduti dei Beatles" si ritrova un impossibile dr. Four Brixton per nome. E il professore dell'Università di Nectaris a qualche centinaio di anni luce dalla Terra, che ha pazientemente ricostruito uno spartito dei Beatles, frammento dopo frammento, si chiama... Stephens January (letteralmente Stefani Gennaio)
Beatles 3000 non è tanto una satira sui Beatles, quanto sull'impossibilità di stabilire con assoluta certezza delle prove "storiche" su qualunque cosa dopo tanti anni. Trattare le canzoni degli Scarafaggi come un qualcosa da ricostruire fa sorridere - come, musica pop! - ma che lascia alla fine un'orrenda certezza: saremo tutti destinati a diventare come il potente Ozymandias. Naturalmente la ricostruzione della musica è una cacofonia totale, - forse Gairdner e soci hanno tratto l'ispirazione da Revolution 9, il brano più sperimentale di tutta la discografia beatlesiana.
Comunque, ecco il video :
John Lennon, Paul McKenzie, Greg Hutchinson e Scott Pippen...
Qui la traduzione del testo del video (i link in blu si riferiscono alle canzoni originali falsamente attribuite ai Beatles, un po' come le opere di Shakespeare):
E ‘ incredibile rendersi conto che sono passati più di mille anni da quando i Beatles hanno camminato su questa terra.
“ Le notizie sulle prime registrazioni sono frammentarie, noi non sappiamo nulla dei Beatles, ma sappiamo che questi giovani – John Lennon, Paul McKenzie, Greg Hutchinson e Scott Pippen – furono fra i migliori musicisti mai esistiti.”
I Beatles giunsero alla notorietà quando si misero in viaggio da Linverton verso l’ America, per esibirsi all’annuale Festival di Woodstock di Ed Sullivan.
“ Tutti furono scioccati, voglio dire, la musica che andava per la maggiore era l’Opera, nessuno era abituato ad ascoltare un brano che non durasse meno di tre ore: i Beatles hanno cambiato tutto questo”.
“…e furono così prolifici, composero così tante canzoni, Paperback Writer, Take It On The Run, Wipeout… "
"…Don’t Stop Believing, Parents Just Don’t Understand , Jimmy Crack Corn , Battle Hymn of the Republic…
Ed è veramente sorprendente come tutti I loro spartiti avessero una scala che andava dal DO al SI, quando ci si sarebbe aspettato al massimo dal DO al FA”.
La loro musica dominò le classifiche, anche se vi era competitizione con rivali quali Michael Jackson, Louis Armstrong ed Ernest Hemingway. Sembrava che non ci fosse niente che i Beatles non potessero fare con successo.
“1965. Shea Stadium. I Beatles vinsero il Superbowl, 21 – 7 contro i Giants. Fu un enorme avvenimento per l’atletica, e aiutò a sollevare lo spirito della popolazione dopo l’assassinio del presidente Nixevelt.
“Per un po’ recitarono in alcune serie televisive, come I Love Lucy. Il trucco e le protesi prostetiche erano incredibili, non li avresti riconosciuti.”
“Inventarono il gesto dei “Pollici in Alto”, un gesto che oggi non si vede più tanto, ma che la gente soleva farsi l’uno con l’altro, e i Beatles furono i primi a farlo”
“Furono pionieri nell’arte dell’animazione, Paul McKenzie fece uno scarabocchio su un foglio di carta, quello che ne seguì fu Mickey Mouse.”
Il loro più grande successo fu l’uscita del loro album più innovativo, Sgt. Pet Sounds and the Spiders from Aja
“Purtroppo non ci rimane nessuna copia di questo album, servirono tutte per nutrire l’imperatore Gorlock. nel 2652. Comunque, mi sono impegnato a trovare i più bei temi mitologici al mondo. Abbiamo ricostruito antichi spartiti nella speranza di ricreare l’antico sound di quest’album. Ecco i nostri risultati.
"Non appena l’album uscì, iniziarono a circolare delle voci che i Beatles si stavano per sciogliere.
Naturalmente non lo fecero, e per decenni continuarono a crescere in popolarità e sapere, e nuovi membri si aggiunsero ogni anno. Oggi si può notare la loro influenza ovunque, dalle specie di insetti che hanno preso il nome da loro, ai bambini che chiedono cosa desiderano sedendoglisi in grembo il giorno di Beatale.
“Sapete, non è facile parlare dei Beatles, ma c’è una cosa da dire: la loro musica vivrà per sempre nei cuori di coloro che hanno avuto i cuori congelati quando i Beatles erano ancora vivi.”
La prossima settimana, un profilo di Orson Welles, il cineasta dietro il film acclamato dalla critica mondiale, Dracula morto e contento.
Greg Hutchinson : grande batterista jazz... non esattamente dello stesso colore del signore della foto del ritrovamento.
Scott Pippen : famoso cestista professionista nei Chicago Bulls negli anni '90.
Linverton : L' antica Liverpool
Il Festival di Woodstock di Ed Sullivan : Effettivamente i Beatles parteciparono all' Ed Sullivan Show nel 1964, ma Woodstock era ancora di là da venire...
Sgt. : Stavolta c'hanno azzeccato...
Pet Sounds : Album dei Beach Boys del 1966, passato alla storia della musica per le sue innovazioni stilistiche. Non c'entra ma c'entra, perché ha influenzato pesantemente Sgt. Pepper Lonely Heart's Club Band.
And The Spiders From : Ebbene sì, David Bowie era solo un prestanome dei Beatles! Dopo mille anni la sconvolgente verità...
Aja : Album del 1977 degli Steely Dan , gruppo statunitense di fusion rock-jazz-pop . I Fab Four avevano buon gusto.
Dracula morto e contento (Dracula: Dead and Loving It) : film del 1995 di Mel Brooks. Forse ad Orson Welles sarebbe piaciuto.
Pubblicato da Tamcra alle 03:01
Etichette: letteratura, Sorrisi e canzoni, televisioni
Dovunque vai, ti capiranno
Uno dei motori base della risata sono le interpretazioni sbagliate di una qualsiasi lingua da parte di chi la deve interpretare. L'oggetto della risata è quello che parla una lingua incomprensibile a chi ascolta. L'ascoltatore, che non capisce una parola, si vendica deridendolo e attribuendo significati surreali a ciò che ha appena ascoltato. Credo che il capostipite di questo filone sia la storiella del viaggiatore francese e della fruttivendola italiana:
Un francese vede della frutta su di una bancarella in talia.
- Comment s'appellent? (Come si chiamano?)
La fruttivendola che non sa il francese per assonanza capisce - Come si pelano? e risponde:
- Con il coltello.
- Comment? (Come?) fa lui di nuovo
Lei questa volta capisce - Con le mani? e risponde:
- Con le mani, coi piedi, come vuole!
- Je ne comprend pas. (Non capisco) fa il francese.
Lei stavolta capisce: - Non le compro, e di rimando:
- Se non vuole comprare, non compri!
Il francese se ne va e la fruttivendola commenta:
Meno male che con i francesi si capisce tutto quello che dicono!
Questa commedia degli equivoci ha generato delle varianti come quella del Dirty Hungarian Phrasebook , uno degli sketch più famosi del Monty Python's Flying Circus. Qui l'immigrato ungherese parla con il tabaccaio inglese sì, in inglese (un po' strano), ma tramite un manuale di conversazione che ha proposte gay-indecenti al posto delle normali frasi per turisti: insomma, la parte del vendicatore la fa il manuale. Questo lo sketch originale:
Questa invece la sua versione italiana:
Lo stesso sketch come appare nel film-antologia E...ora qualcosa di completamente diverso :
La traduzione è più libera, ma più divertente (belo maschione!):
La caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la globalizzazione non avevano previsto una nuova serie di equivoci: quella dei video provenienti dai paesi dell'Est. Questi video sono già divertenti di per sè a un occhio occidentale, dato che da una parte contengono dei codici visivi estranei al nostro occhio, dall'altra cercano disperatamente di immettere elementi "occidentali" nelle loro visioni. La famosa (in Russia) cantante Alla Pugacheva è la prima "vittima" in un video con finti sottotitoli in italiano, che si limitano a trascrivere quello che si sente "per assonanza" del testo russo, come faceva la fruttivendola della storiella. Il risultato è irresistibile, fra l'imbecillità dei sottotitoli, gli effetti speciali anni '80 e la cotonatura alla Bonnie Tyler della Pugacheva:
Ma non finisce qui, perchè ai finti sottotitoli russi si sono accodati quelli iraniani, con dei risultati deliranti come questo video (attenzione, le allusioni scatologiche si sprecano!)
O come in questa rumba iraniana, sussurrata da un incrocio fra Franco Battiato e Julio Iglesias che ha sentito Smooth Operator di Sade nell'84, ribattezzata Cinque odori del mio pony :
Le risate sono garantite, anche se politicamente scorrette (una persona russa o iraniana si potrebbe anche offendere per non essere capita a priori). Comunque, anche l'italiano è spesso male interpretato, basta ascoltare Dean Martin nelle parti in italiano di Volare, sembra che lo faccia apposta!
In esclusiva, ecco che cosa ha veramente detto Dean Martin in Volare :
Pezzo ghe u’zogne così no retorne mai più
Mi depenge cò le manelafaccia de blu
Poi d’emproviso denido da vendo rapito
E ‘ncominciavo volare nel gelo ‘nfinito
Volare, oh oh
E gantare oh oh oh oh
Nel blu dipindo di blu
Che digi di stare lassù
E vollavo vollavo fenige
Punnalto dessole concoro piussù
Mentre ‘l moldo piappiano spariva londano lasgiù
Ona miùsiga dolge sonnare soltanto per me
Volare, oh oh oh oh
E gantare oh oh oh oh
Nel blu dipindo debblù
Fenide de stare lassù
Nel blu dipindo di blu
Pubblicato da Tamcra alle 01:01
Etichette: cinema, sorrisi e...versioni, televisioni
Una storia schifa
La prima copertina dell'edizione italiana del Giovane Holden, con un disegno di Ben ShahnE così J.D. Salinger a 91 anni è andato finalmente a vedere dove vanno le anatre d'inverno. Lessi Il Giovane Holden per la prima volta a tredici anni, e la lettura devo dire mi sconvolse, tanto da scrivere su un quaderno - che era destinato ai commenti sulle "letture estive" assegnate a scuola- che Holden Caulfield, il protagonista del romanzo, era alla ricerca di "una sua verità". Noi ci troviamo a passare un fine settimana in compagnia di Holden, cacciato dal college in Pennsylvania, a New York fra incontri vari e il desiderio di rivedere la sua sorellina Phoebe prima di andarsene via per sempre. Alla fine però passerà il lunedì pomeriggio in compagnia di Phoebe allo zoo per cambiare idea e ritornare a casa. La storia è tutta qui. In realtà noi entriamo nella testa di Holden Caulfield, e i suoi andirivieni fra Manhattan

e il Greenwich Village in quei fatidici tre giorni sono il resoconto di un cambiamento impercettibile
dall'adolescenza a un'età più matura. Holden squaderna i suoi pensieri, non gli piace questo e non gli piace quello, a volte appare insopportabile come però appaiono insopportabili tutti coloro che non si "accontentano" di vivere la vita che gli è stata assegnata. Da alcuni commenti in Rete i giudizi sul Giovane Holden sono contrastanti: da coloro che scrivono di aver trovato il libro della loro vita a quelli che lo trovano indicibilmente noioso. I commenti negativi sono molto interessanti: tutti quelli a cui non è piaciuto lamentano una mancanza totale di trama, oltre a tranciare giudizi morali sulla figura di Holden, e forse questo è in parte dovuto al diverso atteggiamento che si ha nei confronti della narrativa oggi. Ci vuole una trama, i personaggi devono essere ben riconoscibili, soprattutto ci deve essere un ben preciso "discorso morale" sulle finalità del romanzo. Cosa che Salinger non voleva fare, almeno apparentemente.
Un'altra critica che si riscontra nei vari forum è che Holden sarebbe afflitto da una
traduzione vecchia e approssimativa. Sulla traduzione ci sarebbe da scivere un romanzo a parte: Adriana Motti , che rese i pensieri di Holden (romanzo del 1951) in italiano nel 1961 per Einaudi, s'inventò letteralmente un possibile linguaggio di un adolescente ribelle americano che potesse essere compreso anche dai lettori italiani agli inizi degli anni '60 (non dimentichiamo che in Italia il concetto stesso di "teenager" era ancora di là da venire, i giovani ribelli italiani erano gli Urlatori alla sbarra del film di Fulci )
Ecco l'incipit:If you really want to hear about it, the first thing you'll probably want to know is where I was born, and what my lousy childhood was like, and how my parents were occupied and all before they had me, and all that David Copperfield kind of crap, but I don't feel like going into it. In the first place, that stuff bores me, and in the second place, my parents would have two haemorrages apiece if I told anything pretty personal about them. (The Catcher in the Rye, 1951, Penguin Books, 1958)
Questo incipit è una parodia voluta di quello di David Copperfield (quello di Dickens, non il mago) :
Whether I shall turn to be the hero of my own life, or whether that station will be held by anybody else, these pages must show. To begin my life with the beginning of my life, I record tha I was born (as I have been born and believe) on a Friday, at Twelve o'clock at night. It was remarked that the clock began to strike, and I began to cry, simultaneously. (David Copperfield, 1849-1850, London)
Dalle prime parole la lingua di Holden è secca, le frasi hanno interiezioni (And) che danno ritmo a tutto il periodo. Tuttavia il suo non è un linguaggio da semianalfabeta: il gusto per i termini sofisticati come haemorrages al posto di stroke e occupied invece di busy, che ci informa subito della classe sociale benestante e delle scuole frequentate - anche se ne è stato cacciato - dal nostro eroe. Adriana Motti sceglie un registro linguistico medio ma si inventa dei termini geniali, il primo dei quali è infanzia schifa per lousy childhood (letteralmente infanzia schifosa). Schifa sta alle traduzioni dei romanzi americani contemporanei come Lupo ululà / castello ululì di Frankenstein Jr. sta a quelle dei dialoghi cinematografici. Se l'aggettivo schifosa richiama più un adulto di un ragazzo, schifa ha tutto: la ribellione alla società e la voglia di essere superiore ai grandi inventando termini "nuovi" (cosa che i giovani non hanno mai cessato di fare nel corso degli anni). In più i continui At all che in Salinger punteggiano la partitura del discorso, non potendo rimanere tali in italiano, lingua che sopporta poco le ripetizioni, sono resi via via in varie maniere, da e compagnia bella a e quel che segue. La David Copperfield kind of crap (letteralmente stronzate alla D.C.) è sfumata in baggianate alla David Copperfield - le parolacce non facevano ancora parte dell'arredo quotidiano. Così l'incipit è diventato:
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto.
Credo che la traduzione italiana del Giovane Holden ancora oggi continui a influenzare non poco chiunque voglia scrivere un romanzo con un giovane come protagonista.
Pubblicato da Tamcra alle 00:36
Etichette: letteratura
Memoria di giornata
La memoria è una cosa molto strana: si alimenta non attraverso i fatti, ma attraverso la percezione che noi abbiamo di essi. George Orwell in 1984 presentava un futuro con un Ministero della Verità o Miniver, che era preposto a riscrivere la Storia a seconda di cosa convenisse di più alle alte gerarchie. Per questo ogni frammento di memoria va preservato al di là di quello che possa significare per noi e per gli altri. Nella commedia distopica Idiocracy (2006, regia di Mike Judge) Nel 2505 l'America - anzi, l'Uhmerica e il mondo sono in mano a una popolazione dal quoziente intellettivo precipitato verso il basso. In una delle scene finali al protagonista venuto dal passato - cioè dal nostro presente, con una classica Macchina del Tempo - tocca vedere uno sgarrupato museo "multimediale" che racconta la storia ormai a modo suo.
Ricostruiamo il percorso compiuto dagli sceneggiatori di Videocracy (Mike Judge e Ethan Coen, uno dei due Coen Bros. di Minneapolis) per questa scena:
1) Il punto di partenza è senza alcun dubbio il 1945 e la Seconda Guerra Mondiale.
2) Immaginiamo che nel 2505 quasi tutte le fonti storiche degli anni '40 del 20° secolo si siano estinte - magari non sono state conservate nei secoli a venire per colpa delle catastrofi e dello scarso quoziente intellettivo generale -, e siano rimasti in qualche anfratto telematico dei frammenti de Il Grande Dittatore di Chaplin (1940), semidistrutti e senza audio:
Il discorso alle folle di Tomania del Grande Dittatore Adenoide Hynkel
La domanda che Judge e Coen devono essersi posti sarà stata: cosa potrebbe capire uno storico semi-idiota da un frammento di un'immagine in movimento di cinquecento anni fa senza alcuna collocazione storica? Come minimo, che il protagonista - in realtà un personaggio fittizio che è una satira di un personaggio storico esistente e vivente all'epoca in cui fu girato il film - non solo sia esistito veramente, ma che porti il nome dell' attore che lo interpreta. Questa vertigine non è tanto inconsueta, basti pensare a quante volte ricordiamo gli attori unicamente coi nomi dei personaggi. Da qui lo squallido baraccone "storico":
La Time Masheen (anche la lingua inglese scritta nel 2505 era un'opinione) di Idiocracy (il video YouTube è in realtà una ripresa su videocamera di un DVD, da qui la visione un po' straniante)
Il rabbino è occupato: A Serious Man dei fratelli Coen
When the truth is found to be lies / and all the joys within you dies.
Appena si spengono le luci siamo trasportati nella Polonia del 19° secolo. No, non abbiamo sbagliato sala: la catena di disgrazie che si abbatte sul professore di fisica Larry Gopnik nel Midwest del 1967 inizia proprio da uno shtetl o villaggio ebraico nel bel mezzo di una tormenta. La moglie non gradisce l'ospite che gi ha portato il marito, lo crede un dybbuk, uno spirito posseduto, e arriva addirittura a pugnalarlo per dimostrare al consorte la verità. Il dybbuk tornerà?
Trailer originale di A Serious Man ("We're gonna be fine...")
La grandezza di A Serious Man sta nel fatto che anche lo spettatore non ci capisce niente del dramma di Larry, proprio come Larry stesso. Per tre quarti del film ci aggiriamo smarriti chiedendoci cosa abbiamo fatto per meritarci questo. La fotografia brillante, certe inquadraure ispirate ai quadri di Hopper
ci confondono ancora di più le idee. A un certo punto - diciamo dall'ultimo quarto in poi - le cose, lentamente, sembrano prendere il verso giusto. L'amante della moglie che ha un incidente mortale, un voto cambiato in meglio per lo studente coreano, i soldi presi per pagare i debiti contratti con gli avvocati, la moglie che si rifà viva al Bar Mitzvah del figlio, il terzo rabbino - quello più anziano - che ascolta Somebody to Love dei Jefferson Airplane (e scopriamo che "ogni verità si rivela una bugia"), la promozione che finalmente dovrebbe arrivare. Solo che nel cielo splendente di Minneapolis si allunga nera l'ombra di un uragano che non ha l'aria di riportare la gente in Kansas come nel Mago di Oz...I Coen fanno riferimento al Principio di Indeterminazione di Heisenberg e al mancato sacrificio di Isacco da parte di Abramo in Genesi, 15-35 (c'è anche una riproduzione del quadro di Caravaggio in una scena).
Ogni indizio ci parla dell'impossibilità di trovare il famoso "senso della vita" , siamo sotto il segno dell'incertezza più assoluta, - infatti molti spettatori sono rimasti delusi se non in...ati da questo film, semplicemente perchè non ha un finale. Il terzo rabbino consegnerà la radiolina sequestrata al figlio di Larry,non a suo padre, ed è come se Dio in persona risparmiasse Isacco dall'essere sacrificato. La nitidezza delle immagini si contrappone alla confusione in cui si agita il protagonista, e non c'è bisogno di essere edotti sull'ebraismo per capire lo stato d'animo in cui si agita il prof. Gopnik. Come lo sceriffo in Non è un paese per vecchi, Drugo Lebowski o il barbiere de L'uomo che non c'era, Larry (interpretato da Michael Stuhlbarg)è un altro personaggio del bestiario coeniano che tenta di capire il mondo che gli sta intorno e perchè il mondo si rivolta contro di lui per poi ritornare indietro sui suoi passi senza causa apparente. E poi ricomincia daccapo.
Un po' come la bobina del Minicinex.



