Interpreti:
Prospero (lui)
Miranda (lei)
Location: casa mia (balcone)
3:32
Tu non stai bene.
Hai avuto questa sensazione di nausea per tutto l'afoso pomeriggio seguito al pranzo.
Non dovevo cucinare i peperoni,ti metti a pensare.
Provi ad alzarti, poi nell'ordine :
abbassarti
sdraiarti sul letto coi vestiti addoso (errore fatale, quello che dovevi mandare giù ti ritorna su senza tirarti su come il caffè)
alzarti di nuovo.
Fai una passeggiata, e ti accorgi che il tempo non è neanche afoso, ma immoto, di quell'immobilità che ti prende alla testa e ti soffoca.
Cala il pomeriggio lentamente - siamo con l'ora legale ora, e i pomeriggi cominciano ad essere tali -
Cerchi di pensare a qualcosa di divertente, a quali dolci preparerai per Pasqua, qualunque cosa.
I peperoni - è colpa loro, sono senz'altro i peperoni! - rimangono incastrati sotto l'esofago, o almeno pensi che il posto sia quello.
Scende la sera lentamente, ma i tuoi peperoni non lo fanno. Rimangono lì.
Non ceni e vai a letto, e neanche il contatto con le adorate lenzuola (come capisci Paperino quando vuole rimanere a letto!) risolve la situazione.
Naturalmente hai già bevuto acqua e bicarbonato con uno spruzzo di limone,
Hai anche cercato invano l'ultima pastiglia di digestivo avanzata da quel pranzo fuori dai parenti - dovevi farci un quadretto con la scritta 'in caso di necessità rompere il vetro', come per le sigarette - .
Tu non stai bene.
Ti rivolti nel letto.
Provi a leggere un buon libro
Provi a leggerne uno cattivo.
Le lenzuola ti si attorcigliano addosso.
Guardi la radiosveglia sul comodino alla tua destra vicino alla finestra, e con un occhio solo realizzi che è l'una di notte.
Accendi la radiosveglia, centrando con la mano e l'occhio aperto il tasto Start (perchè i tasti li fanno invisibili come se le radiosveglie le usassero i sette nani?)
Ascolti la replica di un programma radio andato in onda la mattina, più diversi borbottii provenienti da altre emittenti di probabile origine balcanica
Finisci per spostare la rotellina della sintonia sulla stazione dei Grandi Successi degli anni '80 e '90 missati in rapida successione. Nel buio della notte vedi materializzarsi i fantasmi di tanti ricordi che non riesci ad afferrare.
Sono quasi le tre di notte, ti spaventi per l'ora tarda e per il fatto che i peperoni avranno ascoltato anche loro la radio dal tuo esofago, ma si sono guardati bene dallo scendere nello stomaco.
Spegni la radiosveglia.
Buio. Silenzio.
Riaccendi la luce.
Passi mezz'ora a guardare il soffitto, poi l'armadio.
Le ante di quell'armadio quattro stagioni sono sempre state un problema: da quando sono saltate le serrature per l'uso eccessivo - modello difficile da sostituire a meno di riuscire a contattare quelli che hanno assemblato l'armadio - tu ti limiti a incastrare le ante di lacca nera fra di loro.
Appoggi la testa sul cuscino.
La testa si muove. E' ferma ma si muove.
Guardi in alto e vedi il lampadario.
Il lampadario.
Da sinistra a destra, da destra a sinistra.
Le sei ante dell'armadio davanti a te si spalancano, e sembrerebbe quasi un colpo di teatro, una cosa che ti divertirebbe se la vedessi al cinema, ma tu sei al centro della stanza su letto e hai le ante di lacca nera dell'armadio quattro stagioni alte tre metri che si muovono tutte insieme.
Si muove anche la libreria ora. Cade a terra la tua bottiglia preferita.
Mary Poppins. Mostrava la sua magia ai piccoli Banks facendo muovere ogni cosa nella loro cameretta.
Nel film tutti si muovevano, però. Non come te, nel letto in mezzo alla stanza.
Perchè è questa la cosa più atroce: NON TI PUOI MUOVERE. Tutto gira e tu sei con i peperoni storditi all'altezza dell'esofago, e una forza quasi ti inchioda al letto, perchè se provi a sollevare la testa finisci di nuovo a terra.
Ti chiedi quanto tempo un armadio medio quattro stagioni comprato di seconda mano alto tre metri con quattro ante di lacca nera ai lati e altre due ante di specchio al centro pieno fino all'orlo di tutto ci mette a crollarti addosso.
Mentre ti chiedi se nel frattempo ti cadrà addosso anche il lampadario che ormai ha un moto rotatorio costante senti che anche le pareti non sono più tanto tranquille: spingono il letto verso il centro della stanza.
Il tuo stato d'animo è stranamente lucido e immobile. Ti chiedi ad esempio assurdamente se è meglio rimanere fermi o scappare via dalla stanza. Ti rimproveri per pensare a cose tanto sciocche quando forse sono gli ultimi momenti...
Il lampadario oscilla di meno.
La prima anta si ferma. Scivola giù un maglione. Eccolo dov'era.
Anche il letto si ferma.
In un minuto e mezzo passi da Mary Poppins all' Esorcista, perchè non solo riesci ad alzarti, ma corri in bagno per vomitare. Attraversi di corsa il corridoio nero, accendi la luce, due passi a sinistra, hai la forza di alzare la tavoletta del WC e non succede niente.
Sudi freddo.
Al secondo tentativo il respiro finalmente ti manca (ed è l'unica occasione in cui si benedice il fatto di essere senza fiato) e i peperoni ti dicono addio concludendo il loro viaggio, invece che verso il tuo intestino e oltre, in qualche parte del Tirreno.
Respiri. Era ora.
Ti appoggi,i capelli umidi, al lavandino. No, non si muove (ci hai pure messo lo stucco a presa rapida la settimana scorsa).
Ti guardi allo specchio. Hai la faccia stravolta. Ma ferma.
Alle 3:32 a centodieci chilometri circa da casa tua si fermava ogni cosa.
Pubblicato da Tamcra alle 01:30
Etichette: vita pangrattata
Se aprile è il più crudele dei mesi...
Pure marzo ve lo raccomando! Mentre assistiamo sgomenti al solito Colpo di Coda dell'inverno, ecco una testimonianza della nuova stagione effettivamente iniziata.Il brano, The Sensual World, è cantato dall'atmosferica Kate Bush, ed è liberamente ispirato al flusso torrenziale di Molly Bloom nell' Ulisse di Joyce. Mmmmmmmmmm...yes! (Più primaverile di così...)
Tre volantini, una vita
I volantini non sono solo pubblicità a buon mercato: quello che intasa le nostre cassette postali, e viene spostato in un'altra cassetta, o buttato per terra, o fatto oggetto del terzo punto in discussione all'ordine del giorno nelle riunioni condominiali ha più a che fare con i sogni e i bisogni di una società che con i "pezzi di carta". Osserviamo questi tre esempi:
Nel primo vediamo , sui toni dell'arancio e del rosso, una coppia di danzatori lanciata in un casquè e la scritta in primo piano SALSA. Il concetto salsero è ribadito dal nome della scuola che è Salsa Adelante. Tutti, anche i principianti o "zappe" possono gustare un po' di salsa, alle ore 21.00 -perchè i corsi di salsa li fanno sempre alle 21.00?- Da notare che la prima lezione è sempre gratis, dato che per la salsa non occorrela costrizione bensì l'assuefazione. Diventare salseri (o compagni di merengue) è un'esigenza relativamente recente, e credo abbia a che fare non tanto con il desiderio di fare sport quanto con quello di avere una marcia in più: scuotersi dalla vita in giù senza essere duramente repressi ed entrare così in modo indolore in un mondo, quello "latino", che nei sogni è sinonimo ancora di spiagge dorate e pupe calde. Per questo il volantino sembra uscito da Ballroom di Baz Luhrmann (un film che ha fatto del kitsch da balera la sua bandiera). Forse è questo il motivo segreto per cui le lezioni di salsa sono alle 21.00 : dopo, tutti a nanna.
Il secondo sogno che ci si para davanti è quello del Nuoto: anche qui c'è un evidente riposizionamento d'immagine, dato che le lezioni di nuoto erano un tempo associate a una cosa dalle ore alle ore in giorni dispari, battaglioni di ragazzini urlanti in costume e cuffietta, periodi di tempo indefiniti ad asciugare i capelli. E invincibile puzza di cloro addosso. Questo volantino ci invita a "recuperare la salute senza sforzo", e già si capisce che non è più indirizzato a dei bambini. L'adultizzazione del nuoto passa attraverso parole come Acqua Gym, Acqua Aerobic e la più sottile Acqua Tonic (che non è fare le vasche nella Schweppes). Ci sono ancora i corsi di nuoto per bambini, ma ormai - data anche la scarsezza di bambini - sono seppelliti da inquietanti soluzioni geriatriche come Motricità per la 3a età. Sullo sfondo marino campeggia ondeggiante la parola PISCINA invece dei vecchi loghi dai mezzi omini nuotanti col braccio in alto in mezzo a due serpentelli blu (le onde stilizzate). La PISCINA è il luogo dove, non più dalle alle (non ufficialmente), ci si rigenera, e magari i capelli si asciugano da soli, dopo.
Dopo avere ballato la Salsa e nuotato in piscina, sentite qualcosa che balla e nuota nelle vostre bocche? Niente paura, è l'ora di riparare la vostra DENTIERA ROTTA ! E qui si arriva all'apoteosi: quattro-anziani-quattro - al posto di quattro conigliette di Playboy - reggono felici un cartello con il simpatico disegno di un molare (disegnano sempre i molari, sono più carini degli incisivi) in sella ad una Vespa. Sotto la scritta, in un carattere con effetto Photoshop rilievo, abbiamo il marchio ProntoProtesi . Non più quindi ProntoPizza o ProntoBollo : la nuova frontiera è la protesi dentaria a domicilio, Tutto in giornata e senza muoverti da casa! In attesa del funerale a domicilio, con ritiro feretro, due corone a scelta e cuscino di fiori in omaggio ai primi dieci che muoiono entro 24 ore, i quattro nonnetti sembrano appunto i sopravvissuti ai corsi di salsa e acquagym dei due volantini precedenti. Da notare che sono un uomo e tre donne, in questo rispettando le statistiche sulla speranza di vita. Pubblicato da Tamcra alle 01:51
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Festa della donna
Vivi la festa da protagonista!
Angela è single ma sta messa peggio, ha la madre che sobbalza ogni volta che vede Bruno Vespa e l'emergenza rumeni, se esce di casa per prendere il latte deve dirle che non c'è Gianni Morandi sottocasa ad aggredirla, ma penso che per l'ora fatidica possiamo esserci tutte. Come diceva la sigla del Braccobaldo Show:
Pubblicato da Tamcra alle 23:37
Etichette: vita pangrattata
La Tintura
La Tintura non è un cosmetico.
La Tintura non è un mezzo per far sparire i primi capelli bianchi.
La Tintura non ti fa cambiare look "per una sera" in venti minuti, compresa la messa in piega dei capelli.
La Tintura è un'avventura.
Si vedono in TV gli spot con modelle e attrici che devono il loro successo anche alla Tintura, che trasforma anche i loro volti e irradia un'aura calda e avvolgente tutt'intorno. I capelli sobbalzano gentilmente per poi posarsi en ralenti sulle spalle, tu vuoi avere un po' di quell'aura mistica, hai visto il primo capello bianco la mattina appena alzata e ti sembra che tutti stiano a contare quanti te ne sono rimasti ancora di scuri.
La Tintura ti aspetta in diversi posti, dalla Profumeria al Supermercato, scaffale Cura di Sè (quello fra gli Assorbenti e i Dentifrici). C'è anche nei negozi "che vendono di tutto", e lì puoi vedere le Tinture per persone abbronzate, 
oltre ai pacchetti di Henna 

Una bottiglietta dal becco a punta con un liquido bianco opaco.
Un tubo di media grandezza, contenente il Colore.
Una bustina di Fissatore post-Tintura.
Un tubetto di Miscela Preventiva Protettiva per capelli (non in tutti i prodotti).
Due guanti trasparenti.
Un lenzuolo di carta robusta stampato con varie illustrazioni, che si potrebbe intitolare Tintura for Dummies come i famosi manuali.
Un comodo applicatore a forma di pettine da avvitare sulla bottiglietta (non i tutti i prodotti).
Basta così.
Ora la Tintura non è una cosa da prendere alla leggera, non si può agitare la manina e dire a tutti : ciao ciao, vado a tingermi i capelli! E' più benvista l'immagine di uno che si porta dietro due giornali e tre libri per poi chiudersi con aria circospetta in bagno.Occorre dunque il Momento Adatto, il famoso Dyeing Time o Tempo di Tintura (da non confondere col Dying Time o tempo di morire, decisamente più semplice).
Quando non c'è nessuno in casa e c'è una remota possibilità che non ti chiamino al telefono (se la possibilità è meno che remota ricorrere alla segreteria telefonica), ti chiudi nel bagno.
Controlli che tutto il kit sia in ordine di comparsa sopra la mensolina dello specchio, quindi procedi:
Esci dal bagno e ti spogli per indossare i Vestimenti da Tintura; questa procedura è complessa perchè fra tutti i vestiti che hai devi scegliere i più scrausi per sacrificarli sull'altare dell'Operazione. Siccome devi accettare che in qualche modo si macchino, la scelta è crudele, come pure quella degli Asciugamani - e lì prendi quelli più stramati, non quelli che daresti ad un ospite se vuole recarsi in bagno per lavarsi le mani - ; tiri fuori dall'armadio varie combinazioni di vestiti, e sembri la parodia di Richard Gere in American Gigolo , e alla fine decidi per maglietta slonzata, felpa con cappuccio da una tuta e pantaloni da un'altra tuta.
L'Operazione ha inizio. Sviti il primo contenitore e spremi dentro il tubo del colore. Un momento: no hai indossato i GUANTI, che ti darebbero un aspetto più "professionale" al tutto (ho il sospetto che mettano i guanti nel kit anche per questo motivo). Stacchi i guanti dal lenzuolo con le istruzioni, li infili ma ti scivolano, sono troppo grandi. Alla fine rinunci ai guanti. Scuoti per bene il contenitore, e non puoi fare a meno davanti allo specchio di imitare i barman mentre fanno i cocktail. Tagli il beccuccio dal contenitore. Uno spruzzo di Tintura fuoriesce dal beccuccio,dandoti il benvenuto . Ti scansi subito e alcune gocce colpiscono il mobiletto in Fòrmica - eredità della zia - dove tieni tutti i tuoi effetti personali. Hai già bagnato i capelli, così inizi a distribuire il liquido scuro e viscoso a partire dall'attaccatura della fronte. Senti già i primi capelli bianchi tremare di paura. Quando arrivi alle tempie, pieghi la testa in basso prima a destra, poi a sinistra. Cerchi di non far colare la Tintura dal tuo padiglione auricolare, pensi di riuscirci, ma come ti volti vedi altre gocce per terra. Non fa niente. Prosegui. Finisci tutta la parte davanti della testa, e ti sembra di avere scalato l'Everest.
Ora arriva il bello.
Normalmente c'è un'altra persona preposta a distribuire il composto sul cranio, ma stavolta non c'è nessuno. Nelle pubblicità ci sono donne che cambiano colore di capelli appena in tempo per andare all'appuntamento con l'amato. Tu sei in bagno, e devi distribuire Il Prodotto anche dietro la testa, non dimenticando la nuca. E'in questi frangenti che si incomincia ad intuire la finalità della Tintura: un modo per riflettere e risolvere i problemi mano a mano che si presentano.
Pieghi la testa in basso, apri il contenitore e vi rovesci il Contenuto - che nel frattempo si è leggermente surriscaldato - sopra di essa. Dalla nuca alla cima della testa, massaggi i capelli impregnandoli di quel liquido viscoso, che ricorda adesso il sangue rappreso, ma tu non ci pensi troppo mentre usi prima il pettine e poi le mani per impastare meglio la chioma. Alla fine tiri tutti i capelli su e ci fai anche il ciuffo in cima.
Lavi le tracce lasciate dalla Tintura in bagno, e ti sorprendi a pensare a cosa potresti dire se scambiassero queste macchie per tracce ematiche. L'assassino ha ucciso con inaudita ferocia nella stanza da bagno, ecco le prove ! Hai finito di impastare.
Ora devi far passare una mezzoretta per risciacquare e applicare il bagno cosmetico/balsamo.
Di solito consigliano di trascorrerla leggendo una rivista con le gambe elegantemente accavallate.
Tu invece la passi controllando che la Tintura non sfugga dalle orecchie. Sei là, sulla sedia, con la felpa di una tuta e i pantaloni di un'altra tuta, un asciugamano stramato intorno al collo e una strana banana collosa sulla testa.
Non gocciola niente.
Muovendoti con circospezione, cerchi di leggere una rivista con le gambe elegantemente accavallate, ma non puoi metterti in poltrona, altrimenti vai all'indietro con la testa lasciando tracce sospette che verranno esaminate dal RIS di Parma. Così ti trasferisci su una sedia, la schiena
in avanti (un tavolo aiuta,anche per appoggiare la rivista). Passa così mezz'ora, con le orecchie che diventano leggermente calde perchè la Tintura dopo un po' si surriscalda.
Al momento di lavare via la Tintura e controllare il Risultato (Io, guardo il risultato! Dice la pubblicità) devi per forza eseguire i seguenti movimenti:
1)Piegarsi con il busto verso il basso e sporgere il collo -preventivamente reso libero da stoffa) - in posizione da ghigliottina.
2)Sollevare il braccio destro e con destrezza afferrare la manopola dell'acqua.
3)Aprire la manopola dell'acqua . Qui viene il momento più difficile, perchè se sbagli la temperatura ti ustioni il cuoio capelluto. Inoltre, non bisogna far scorrere troppa acqua per il primo risciacquo, altimenti la Tintura si vendicherà schizzando per le pareti del bagno fino al soffitto.
Il primo risciacquo si dovrebbe concludere quando non c'è più traccia di Tintura sulla tua testa e l'acqua è limpida; in realtà non è così, perchè la Tintura è perfida e non vuole lasciarti più.Sciacqui una seconda volta, e vedi l'acqua sporca gorgogliare giù per lo scarico, come il sangue di Marion Crane - Janet Leigh in Psyco.
Alla fine arrivi a un grado sufficiente di limpidezza, e passi al Balsamo - Fissatore - Rigenerante. Quest'ultimo dev'essere il Purgatorio che le ditte produttrici di Tintura passano dopo l'Inferno della Distribuzione e del Risciacquo, infatti ha un buonissimo profumo e si stende -questa volta puoi stare in piedi- che è un piacere. Mentre aspetti i canonici due minuti ti dedichi a un compito delicato: togliere tutti i capelli che inevitabilmente sono caduti sul pavimento. Sono una sessantina, ma ti sembrano mille. Con la schiena a pezzi finalmente arrivi al momento tanto agognato: la Levata del Balsamo. Questo scivola via tanto soave quanto la Tintura rimaneva ostinata. Tamponi l'umidità e passi all'ultimo atto: il Controllo del Colore. Guardi tutta l'attaccatura , ma non vedi che una lussureggiante chioma pronta per esssere Messa In Piega. Solo che a quel punto accusi una certa stanchezza, e finisci per asciugarti i capelli senza spazzola o pettine, in dieci minuti.
Controlli il Colore un'ltima volta prima di fare piazza puita di asciugamani ed altri capelli caduti nel frattempo. Esci dal bagno surriscaldato dal phon con l'orgoglio di avercela fatta pure stavolta.
Pubblicato da Tamcra alle 18:53
Etichette: vita pangrattata
Giustizia per Gilda
Il Festival dimenticato...Tanto per cominciare, la manifestazione è stata organizzata dal Comune di Sanremo in persona e dall'assessore al turismo Napoleone Cavaliere. Poi, nessuna delle case discografiche importanti ha contribuito al Festival, quindi hanno partecipato quasi soltanto degli sconosciuti (con l'eccezione di Rosanna Fratello e Angela Luce). Inoltre, le prime due serate sono state trasmesse soltanto alla radio. La terza, la finale, è andata in televisione ma è stata interrotta per "mancanza di tempo", sicchè nessuno ha capito subito chi avesse vinto il festival. I cantanti in competizione sono stati trenta, presentati da Mike Bongiorno e Sabina Ciuffini, mentre i motivi sono stati riassunti musicalmente da Johnny Sax e Piergiorgio Farina (del quale mia madre ha il 45 giri con la sua cover di In The Mood). L'orchestra era diretta da Enrico Simonetti. Il patron di TV Sorrisi e Canzoni, Gigi Vesigna, ha dato una toccante testimonianza dell' evento :
“Me l’hanno fatto fare il Festival di Sanremo nel 1975? Se sì non capisco, perché io non c’ero. Comunque, ho tentato di seguirlo via radio e infine, la serata finale, in televisione. Ma neppure durante questa finale in TV ho avuto modo di sapere chi aveva vinto. Non perché mi sia addormentato durante, ma perché non è stato comunicato. Quando si era lì, per soddisfare la giusta curiosità, le immagini sono sfumate e ha preso il sopravvento questo annuncio: “Il tempo è scaduto”. Eppure trenta cantanti con trenta canzoni si sono dati battaglia in una tenzone che non vedeva favoriti, ma nemmeno protagonisti, o meglio quasi tutti illustri sconosciuti. E pensare che sarebbe bastato che uno o due di questi cantanti avesse avuto successo perché il Festival tornasse agli splendori di quelli degli anni ’60. Eppure qualcuno ha vinto, lo hanno annunciato nel corso del telegiornale della notte. Il nome della vincitrice è così breve che mi è sfuggito al primo annuncio. Quando hanno detto Gilda ho pensato che fossero arrivati alle previsioni del tempo, che si parlasse di quei terribili cicloni americani cui danno nomi femminili, appunto Gilda. E invece ha vinto proprio lei con Ragazza del Sud . E gli altri ventinove? Come la mia classe in terza media. E di quella classe abbastanza numerosa ricordo a malapena il mio compagno di banco perché mi fregava le figurine. Di quei ventinove del Festival 1975 , organizzato direttamente dal Comune nella persona di Napoleone Cavalieri, assessore al Turismo, non ricordo nulla, forse perché mi hanno fregato nemmeno…non dico le figurine, ma neanche un giorno di attenzione.”
Gigi Vesigna, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa settimanale, di Massimo Emanuelli, ed. Greco & Greco, 2004
Eppure i concorrenti hanno meritato la chance di salire sul palcoscenico dell'Ariston! Ricordo con esattezza l'esibizione del duo femminile Le Nuove Erbe con Topolino Piccolo :
due piccoline dall'aspetto fisico alquanto bizzarro, che si sono meritate l'appellativo di "Gemelline Fantozzi". Oppure la grande scuola della melodia italiana rappresentata da Gianni Migliardi con Sei stata tu , (La dignità dell'esser donna tu non ce l'hai)
che è arrivato in finale sorpassando il complesso de Le Volpi Blu in gara con Senza Impegno , pezzo dall'inconfondibile refrain Uh Uappa Sciappa Uh (e c'è stata una seria polemica al riguardo, culminante nella rampogna: Non si manda Migliardi in finale scartando LeVolpi Blu! ).
Per non parlare del postino Franco che assieme alle Piccole Donne ha presentato Come Humphrey Bogart (Faccio il duro insieme a lei, rose non ne compro e faccio sempre i fatti miei...):
Angela Luce, da par suo, ha intonato un pezzo dal testo storico: Ipocrisia
(e infatti in un'intervista ha affermato: Ipocrisia è una parola nuova, mai sentita in una canzone). A Sanremo ha aleggiato un'aria da dopolavoro, con tutti i cantanti che facevano del loro meglio per non sfigurare. (La trasformazione dell' artista in Personaggio dal look subito riconoscibile non era ancora gestita a livello post-industriale). Infine la vincitrice, Rosangela Scalabrino da Vercelli in arte Gilda, con un brano, Ragazza del Sud, che canta appunto di una ragazza del Sud Italia nata in un paese Di aranci e d'oleandri .
Sanremo 1975 è rimasto nel corso dei decenni una nebulosa nella memoria di tanti, una cosa in bianco e nero da cui ogni tanto appaiono frammenti qui e là, come le stoviglie del Titanic in fondo al mare.
No, ragazza del Sud.
Pubblicato da Tamcra alle 17:30
Etichette: Sorrisi e canzoni, televisioni
Lui, Lei e La Ghianda
Questo è il trailer tedesco de L'era glaciale 3 : L'alba dei dinosauri , in uscita quest'estate.
Buon San Valentino a tutti/e !!!!
P.S. : La canzone che fa tralignare per mezzo secondo Scrat dalla sua ghianda è You'll Never Find Another Love Like Mine cantata da Lou Rawls .
Old (naked) Mozza
Il ritorno del vinile!
Non conosco molto bene Morrissey e i suoi ultimi album, lo ammetto. Mi ha però molto colpito l'evoluzione delle sue ultime copertine. Morrissey, ricordiamo, era il frontman degli Smiths, un gruppo inglese molto conosciuto a metà degli anni '80, in un certo senso antitetico al delirio Wham ! - Duran Duran - Spandau Ballet. Le copertine degli album degli Smiths si caratterizzavano per mettere non le facce dei componenti del gruppo -come ci si aspetterebbe da una band- ma icone della cultura pop britannica anni '60. Chi vedeva quelle immagini in bianco e nero virate in vari colori aveva un'idea del passato come di un qualcosa ormai irrimediabilmente perso ma essenziale. Lì vi erano amore, verità e bellezza: le stesse foto si presentavano come frammenti della memoria personale sia di Morrissey che di un'intera generazione. erano insomma copertine che andavano ben oltre un semplice sentimento di nostalgia-revival di tipo industriale.
Con l'inizio della carriera solista di Morrissey gli album si spostano ovviamente sul protagonista: cambiamento epocale, perchè ai loro esordi gli Smiths ci tenevano molto a non apparire sui loro album. Abbiamo un Morrissey in primissimo piano in Viva Hate, quasi a voler imitare le sue immagini-mito. Andando avanti con gli altri album, lo vediamo sempre in primo piano (In Your Arsenal ci va giù di torso nudo e camicia svolazzante in un bianco e nero virato seppia ispirazione Robbie Williams). Con You Are The Quarry e Ringleader Of The Tormentors si mostra rispettivamente vestito da gangster e da direttore d'orchestra - e la grafica è la stessa dei dischi Deutsche Grammophon -. Nell'ultimo Years Of Refusal , che uscirà tra breve, ha un bambino in braccio che a sua volta ha una "W" sulla fronte. Lo stesso Moz appare maschio e muscoloso con i peli sul petto (un cambiamento a 180 gradi rispetto alle sue prime immagini). Ma la foto che ha suscitato più perplessità è quella all'interno dell'album: Morrissey e la sua band completamente nudi salvo un 45 giri a coprire l'indispensabile:
Ora non è certo la prima popstar a mostrarsi in copertina come mamma l'ha fatto - sono celebri i casi di John Lennon, Prince, Red Hot Chili Peppers e Jim Morrison, ma quello che ha fatto gridare allo scandalo è il fatto che Morrissey non sia più un tenero virgulto ma un uomo di mezza età - e si mostra per quello che è. C'è una certa differenza infatti fra la popstar nuda femmina e la sua controparte maschile: Madonna, ad esempio, può farsi vedere a cinquant'anni semisvestita e strizzata in pose plastiche, ma è chiaro che la sua sarà sempre una "provocazione" rientrante nell'alveo dei ruoli femminili (la donna-sempre-provocante-nonostante-o-a-causa-della-maturità).
In Morrissey, c'è più la volontà di voler seguire un ideale estetico bizzarramente "inglese": sono innumerevoli gli sfottò dei giornali britannici agli americani considerati come portatori di una se(n)sualità fatta di palestra, diete, depilazione e privazioni varie. (Gli americani a loro volta considerano una parte dei britanni come degli autentici luridoni). La pancia e il petto villosi di Mozza hanno la stessa funzione liberatoria che avevano i garofani gettati sul palcoscenico al tempo di This Charming Man.
Vi è a conti fatti da parte di Morrissey un bel po' di compiacimento in quella foto - ma chi ne è immune? - ma anche una buona dose di "orgoglio" insulare britannico, che rispecchia tutte le isole in cui noi umani ci siamo cacciati.
Qualcuno sa che colla ha adoperato Mozza per far rimanere attaccato il 45 giri? (Non un CD, eh eh...)
Pubblicato da Tamcra alle 00:40
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